BASKET

A Imola alla fine c'è gloria per tutti. Derby biancorosso, torneo giallonero

All'Andrea Costa la "stracittadina", la Rekico mette sotto la Cavina-band ma la differenza-punti premia la Virtus

di RICCARDO ROSSI

04/01/2018 - 12:30

A Imola alla fine c'è gloria per tutti. Derby biancorosso, torneo giallonero

IMOLA. La differenza canestri premia la Virtus, che si aggiudica il triangolare “Un, due tre…stelle” grazie al largo successo su Faenza, in una serata vissuta tutta sulla sfida tra le due Imola, che ha regalato vibrazioni da partita vera, pur nel carattere amichevole di una manifestazione a favore dell’associazione “La Giostra”.

Fattore Bell

La cornice del derby è più che discreta in quantità e apprezzabile a livello canoro, con le due tifoserie ben determinate (e praticamente affiancate in curva) a tirare fuori la voce, la stessa voce che usa Cavina per gridare ai suoi la sveglia dopo l’8-8 del 4’ e qualche difesa un po’ così. Ranocchi sale a 6 alla velocità della luce (15-10 giallonero), ma il merito più grosso della Virtus è di reggere il confronto fisico, trovando da Casadei, Sangiorgi e Zhytaryuk l’impatto necessario per colmare il gap di due categorie. Simioni punisce le scelte difensive di Tassinari che, però, alla lunga pagano grazie alle percentuali bassine da tre dei biancorossi (solo panchina per Alviti e Maggioli) e alla loro nulla incisività a rimbalzo offensivo. Il 2+1 di Bell vale la parità a quota 27 dopo 12’, la terza tripla di Simioni il sorpasso, ma la Virtus non si scioglie, anzi tira benissimo dal campo e costringe sempre Bell a giocare sul serio per trovare il break (34-38 al 16’). Bell arriva a 14 punti in fila (3 triple) e l’Imola biancorossa vede lo striscione (38-47 al 17’): Boera ne spara 6 per il 46-49 a -60”, ma Penna infila i 4 decisivi per regalare il derby ai suoi, con applausi del Ruggi di entrambe le fazioni.

Sorpresa manfreda

Nel match d’apertura l’Andrea Costa, priva dell’influenza Gasparin, lancia in quintetto Toffali e alla luce dell’intenso allenamento mattutino parte a rilento, costringendo Cavina al minuto riparatorio. Il volume lo alza Penna, leggendo abbastanza bene la zona match-up di Regazzi (lavori in corso verso Cento), ma Chiappelli risponde colpo su colpo a Bell e si procede sul filo dell’equilibrio (18-17 al 8’), con Cavina a svuotare la panchina e Faenza a dominare sotto le plance (male Simioni). Arriva il momento del ritorno di Prato e comunque la sostanza non cambia: contendenti poco inclini ad attaccare il ferro e tiro da tre declinato in ogni sua accezione, con percentuali (a parte il 4/5 di Bell nel 24-21 del 12’) rivedibili. Regazzi insiste sulla zona e si gode i progressi dell’interessante Pagani (7 punti, 31-33 al 16’), così il parziale manfredo arriva a 1-9 complice gli errori di uno stranito Wilson: Faenza ha più voglia, tiene un vantaggio prezioso (34-38 a -90”) e non trema sulla lotteria finale dei liberi, con l’ex Silimbani a piazzare i due decisivi e la coppia Bell-Penna a ciccare le triple della parità.

Derby di canestri

La Virtus parte 0-7, poi con gli ex Casadei, Boero e Zhytaryuk mette il turbo e conquista successo parziale e generale, grazie al +5 nella differenza canestri, contro il +2 biancorosso e il -7 faentino.

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