Martedì 22 Agosto 2017 | 22:38

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Rimini, il Comune non ci sta e contrattacca

«Grassi voleva cambiare il nome all'impianto e cancellare parte delle curve: non era possibile»

Rimini, il Comune non ci sta e contrattacca

L'assessore Brasini

RIMINI. Il “Graxit” ha scatenato un vero e proprio polverone. L’intenzione di Giorgio Grassi di “mettere una pietra tombale” al progetto Rimini Football Club, nato appena quattro mesi e mezzo fa, ha disorientato i tifosi, i giocatori ed anche l’amministrazione comunale che ieri con un lunghissimo comunicato ha risposto con fermezza alla conferenza stampa choc dell’ideatore del progetto stesso. Il comunicato racconta di una ricostruzione dalle “macerie” e con l’endorsment iniziale dell’amministrazione per la proposta di Giorgio Grassi: «Va ricordato: contro buona parte della tifoseria e degli addetti ai lavori che rimproverano a Grassi i suoi modesti trascorsi calcistici, gli altrettanto limitati obiettivi (si parte dall’Eccellenza e non dalla categoria superiore) e perfino, scioccamente, il fatto che non fosse di Rimini. Ma tra tanti ‘tifosi contro’, la scelta cadde su Grassi - sottolinea la nota - perché davvero il suo progetto era ed è tra quelli presentati il più serio. E’ un progetto quasi rivoluzionario perché portatore di realismo, chiarezza di obiettivi, pochi fronzoli, nessun miraggio o concessione a promesse irrealizzabili, non speculativo. Un progetto sul medio/lungo periodo ‘di tre anni’ affermava allora Grassi, non di 3 mesi. Non a caso lo slogan che incorniciava il tutto: un altro calcio è possibile. Quanto accaduto sulla parte agonistica (gli ottimi risultati del Rimini, campione d’inverno), organizzativa (il settore giovanile tra l’altro non in contrapposizione con le società di quartiere e non a pagamento), metodologica (la trasparenza) sono valori che confermano la bontà di quel progetto e di quella scelta che il Comune di Rimini abbracciò contro (quasi) tutti coloro i quali avrebbero preferito la categoria superiore ma con proposte molto, ma molto meno convincenti».

La parte più critica. E qui c’è la parte più critica della nota: «L’amministrazione ha consegnato un impianto su cui era stato appena rifatto il manto e gli spogliatoi per una spesa di 770.000 euro. Non solo, l’Amministrazione comunale aveva garantito l’accelerazione sul tema della concessione dello stadio ma a due condizioni non negoziabili: 1) il bando ad evidenza pubblica, imposto per legge 2) la presentazione di un progetto con relativi investimenti all’altezza della città o comunque di un progetto articolato e completo. Soprattutto la seconda era condizione pressante. Infatti la proposta di riqualificazione del ‘Romeo Neri’ avanzata da Grassi era molto debole. E bene a questo punto chiarire a tutti infatti che le proposte sullo stadio in nome di ‘un altro calcio è possibile’ avevano l’obiettivo dichiarato di riportare le famiglie allo stadio prevedendo: la cancellazione di parte delle curve, la nuova intitolazione dell’impianto “Rimini Riviera Stadium”, un’area famiglie che altro non si rivelava che una mesta serie di gonfiabili. Il Comune ha fin da subito rappresentato che seppure l’obiettivo fosse condivisibile si poteva, doveva, perseguire senza l’eliminazione delle curve e non solo con dei gonfiabili. Ha ribadito che se queste fossero state le proposte da cui partire, il percorso stadio sarebbe stato difficile da proseguire e non solo in nome dei tifosi, ma in nome di un progetto più articolato».

Il naufragio. Da settembre a dicembre c’è la storia di come il rapporto sia naufragato: «Il Comune di Rimini ribadiva tutto questo nel “bellissimo incontro” (parole di Grassi) del 20 settembre tra Grassi, il sindaco e l’assessore allo Sport. Con una precisazione: in quell’incontro, il neo proprietario della Rimini Calcio manifestava apertamente e con espressioni assai colorite il suo fastidio per alcuni gruppi organizzati di tifosi ‘che vogliono venire a fare i padroni in casa mia’, aggiungendo altresì come fosse sua intenzione ‘far venire più gente allo stadio in modo che questi vengano isolati e poi espulsi’. Si riporta questo per rimarcare l’evidente cambio di strategia in neanche 100 giorni da parte di Grassi che, probabilmente, così come hanno fatto in molti prima di lui e non solo a Rimini, ha deciso di tendere il ‘ramoscello d’ulivo’ alla tifoseria che lo contestava indicando il ‘nemico’ nell’Amministrazione Comunale. Quell’incontro del 20 settembre veniva aggiornato al 20 ottobre, appuntamento poi saltato, a onor del vero, a causa di sopraggiunti impegni istituzionali degli amministratori. Si passa quindi al 4 novembre, giorno in cui l’assessore allo Sport incontra il vice presidente del Rimini, Andrea Boldrini per discutere di progetti futuri: il delegato biancorosso presenta una proposta sulla falsariga di quelle di agosto, dettagliando un investimento complessivo a carico della società di 400.000 euro in 8/10 anni (la durata della concessione) per rifare i seggiolini dei distinti a fronte di un investimento immediato da parte del Comune di pari importo per probabilmente una tettoia che la società chiedeva al Comune di fare ancora una volta senza pensare che l’intervento, il progetto, i lavori necessari sarebbero dovuti essere messi a bando. Ci si dà un nuovo appuntamento ai primi di dicembre. Da quel momento in poi cala il sipario, senza alcuna spiegazione né motivo da parte di Grassi. Nel frattempo a fine novembre, nonostante le insistenze dell’Amministrazione Comunale per avere l’appuntamento fissato, Grassi riappare con una lunga dichiarazione alla stampa accusando il Comune di farsi di nebbia sulla questione stadio. Il 14 dicembre, nel pieno di questo inspiegabile black out, l’Amministrazione Comunale di Rimini invia una lettera per richiedere ufficialmente la disponibilità a un nuovo incontro per discutere appunto del progetto stadio. In questa lettera veniva anche comunicato che, in assenza di notizie da parte della società e alle prese con le giuste lamentele delle persone che frequentano lo stadio tutti i giorni e la domenica, gli uffici ad inizio anno avrebbero innanzitutto valutato l’affidamento della gestione del bar».

Le conclusioni sono precise: «L’amministrazione comunale di Rimini riafferma la credibilità del progetto Grassi, così come ribadisce l’assoluta bontà della scelta fatta ad agosto. Per questo comunica la disponibilità ad incontrare Giorgio Grassi e suoi delegati per discutere da subito dell’impianto....».

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