Giovedì 19 Ottobre 2017 | 12:54

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Grassi: «Sul progetto Rimini si può mettere una pietra sopra»

Il patron lamenta i nodi irrisolti sulla questione stadio

Grassi: «Sul progetto Rimini  si può mettere una pietra sopra»

RIMINI. «Credo che sul progetto Rimini Football Club si possa mettere una pietra sopra». Parole pesanti quelle di Giorgio Grassi, sicuramente le più importanti in un’ora e 20 di conferenza stampa, con solo due domande e tanti ragionamenti a voce alta dell’ideatore del nuovo Rimini. Così, alla vigilia di Natale, tornano ad addensarsi nubi minacciose sul futuro del Club biancorosso. Come andrà finire la storia, per stessa ammissione di Grassi, lo sapremo esattamente l’8 maggio, un giorno dopo la fine del campionato. Intanto rimangono sospese le questioni, a cominciare da quella della gestione e della ristrutturazione dello stadio sul quale si gioca un’altra partita per il Rimini, oltre quella che va in scena la domenica sul campo. Due i temi sui quali è intervenuto Grassi, il rapporto con la tifoseria che va magnificamente dopo un avvio disastroso, ed il rapporto con l’amministrazione che è precario dopo un avvio molto promettente.

Questione stadio. Se l’ideatore del progetto ha in pratica annunciato la possibile uscita dal Rimini il 7 maggio in buona parte lo si deve alle questioni irrisolte con l’amministrazione. Il perché lo ha spiegato ieri Grassi: «Questo gruppo di persone non smetterà mai di ringraziare l’amministrazione, il sindaco Gnassi, l’assessore allo sport Brasini, per aver deciso di affidare a noi il vessillo del Rimini, questa bandiera che era nel fango e che qualcuno avrebbe dovuto prendere in mano per riportarla in un futuro migliore, con un popolo che ci potesse seguire, dietro un nuovo leader. Io sono molto grato per questa possibilità e credo che le emozioni che sto provando in questi mesi siano incredibili. È una sfida straordinaria. Ed è stato chiaro quando ho presentato il progetto che avrei accettato solo se mi sarebbe stata data la possibilità di fare un calcio diverso».

Ma con il passare delle settimane sono emerse le incrinature: «Noi abbiamo chiesto di spostare le panchine, perché siamo in affitto. Abbiamo pagato noi. Capitolo reti delle porte: ci è stato detto che con le reti in quelle condizioni avremmo rischiato la sconfitta a tavolino per inadeguatezza del campo. Abbiamo chiamato Anthea, che ci ha detto che per la manutenzione sono stati ridotti i costi. Questa cosa non mi ha entusiasmato, da contribuente in questo paese che tutte le volte che chiedo un diritto mi si dica “non ci sono i soldi”, non mi piace. Non dirò nulla che non possa essere dimostrato. Io oggi sono per l’interesse di coloro che tengono alla Rimini Calcio, il resto non mi compete. Io sono un uomo che tende a rispettare i ruoli e la fila. Ho chiamato dai primi di settembre per avere un appuntamento con il sindaco. Questo primo appuntamento mi è stato dato il 20 settembre ed è stato un incontro bellissimo con Gnassi, Brasini e il dottor Bronzetti. Dalle 12.30 alle 13.30 e mi hanno ascoltato per 20 minuti. Si stava aprendo un dialogo per la disponibilità dello stadio. Avevamo parlato anche della mia idea di coinvolgere le aziende per riportarlo ai fasti. Brasini mi aveva detto che si poteva attivare anche il bonus art, quindi il 65 per cento di sgravio sulle tasse. Avevo immaginato un coinvolgimento della Confindustria. Questo recupero strutturale, architettonico dello stadio sarebbe stato il regalo per la tifoseria. Ammiro l’amministrazione Gnassi, io lo vedo come un signore rinascimentale perché la città sarà diversa rispetto a quando ha iniziato il primo mandato. Ci siamo dati appuntamento per vederci alla Grabo, ma l’incontro non c’è mai stato. È stato annullato. Io i numeri di cellulare di Gnassi e di Brasini li ho, ma non li ho mai chiamati. Se questi incontri non ci sono stati vuol dire che c’erano cose più importanti. Ora la situazione non è semplice perché noi siamo arrivati alla conclusione che sul progetto Rimini Football Club si possa ormai mettere una pietra sopra. Sul progetto com’era nato questa estate. Lo si evince dalla lettera ricevuta il 14 dicembre dopo un incontro svoltosi il 4 novembre, quando era stata presentata una relazione con degli allegati depositati con un elenco delle opere da realizzare. In questo documento c’è il totale di opere che il Rimini Fc che avrebbe eseguito, pari a 433.480 euro in migliorie, con l’istallazione di un maxischermo da 47.000 euro. L’amministrazione si doveva impegnare per la realizzazione di una tensostruttura di copertura dei distinti oltre alle sedute per un importo analogo. L’amministrazione ha scritto che va distinta la gestione dello stadio dalla gestione del bar. A me non interessa, io un bar ce l’ho già. Noi abbiamo chiesto la gestione dello stadio per un tempo congruo. Arriveremo al 7 maggio: il tempo di finire questo campionato in bellezza».

Il resto della conferenza, al confronto, sono zuccherini. Grassi non è stato tenerissimo verso la squadra e le gestione tecnica: «La società non è entusiasta del risultato sportivo avuto fino adesso, io mi sono attribuito la responsabilità. L’unica attenuante che abbiamo costruito la squadra in 3-4 giorni. Questo primato, dovuto ad un avvio stentato, poi uno buono ed un altro periodo grigio, non ci esalta».

Con la tifoseria è scoppiato il grande amore: «La tifoseria è stata la cosa più emozionante di questi quattro mesi».

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