Sabato 01 Ottobre 2016 | 00:01

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PATTINAGGIO

«Mi sono operato lunedì ma a marzo ai Mondiali di Tokyo voglio esserci»

Il riminese Matteo Guarise, fresco dall'avventura a Sochi, ricevuto ieri in Comune

Gianluca Brasini e Matteo Guarise

Gianluca Brasini e Matteo Guarise

RIMINI. Si è presentato a Palazzo in divisa ufficiale. Maglietta blu, tuta della nazionale e scarpe da tennis. Tutto rigorosamente griffato Giorgio Armani, tutto rigorosamente a Cinque Cerchi targati Sochi 2014.

Accompagnato da papà Stefano e dal fratello Eddy, anche lui sportivo (tira per la Ring Said di Rimini), Matteo Guarise sale le scale del comune in compagnia di due stampelle, ricordo dell’operazione subita lunedì scorso, a Milano, al menisco del ginocchio destro. Proprio quello che l’ha fatto impazzire durante i suoi esercizi olimpici. Arriva, saluta, sorride e stringe la mano all’assessore allo sport, Gianluca Brasini.

Un paio di chiacchiere e poi la parte istituzionale con la consegna al primo riminese a partecipare a un’edizione invernale delle Olimpiadi di una targa col segno zodiacale della città che riproduce il bassorilievo della cappella dei pianeti del Tempio Malatestiano e di un volume sugli olimpionici riminesi «volume al quale - dice scherzando Brasini - bisognerà fare un’appendice, visto che parla solo delle edizioni estive».

Dopo i complimenti di rito e gli auguri per una carriera piena di soddisfazioni, è toccato a Matteo raccontare le sue emozioni. Emozioni che in scaletta avevano anche tanti ringraziamenti «a tutti i riminesi che in un modo o nell’altro mi hanno fatto sentire il loro calore, grazie davvero».

Scattate le foto di rito e usciti dall’istituzionale, il campione del mondo di pattinaggio a rotelle si scioglie un po’ e ricorda proprio i suoi inizi a quattro ruote. «Tra le tante persone che devo ringraziare per essere arrivato dove sono ora ci sono sicuramente Cristina Pelli, Patrick Venerucci e tutto lo Sport Life, senza di loro non ci sarebbe stato Matteo Guarise e non ci sarebbero state le Olimpiadi. Chissà che un giorno non molto lontano le rotelle non vengano ammesse ai Giochi, potrei essere il primo atleta italiano a prendere parte a due Olimpiadi diverse».

Una smorfia e lo sguardo corre sul ginocchio operato. «Lunedì mattina sono andato al Galeazzi di Milano. Qualche minuto di attesa e poi è arrivato il medico: ‘preparati perchè tra poco ti opero mi ha detto’. Lì per lì sono rimasto senza parole, non avevo nulla, in più avevo fatto anche colazione. Fatto sta che alla sera ero già a casa mia a Rimini con il ginocchio nuovo di pacca».

Ginocchio che da lunedì tornerà a pattinare. «Così mi ha detto il dottore. Naturale all’inizio dovrò andarci cauto ma a fine marzo ci sono i mondiali a Tokyo e farò di tutto per esserci anche li».

Prima di riprendere le sue inseparabili compagne di questi giorni, Matteo parla di quanto accaduto giovedì sera a Sochi. «Ho perso due tonsille per tifare Carolina (Kostner, ndr), ha pattinato in maniera stupenda. Ma dopo aver visto quanto i giudici avevano dato alla russa che era dietro di lei, ho capito che non avrebbe mai vinto l’oro e i fatti mi hanno dato ragione. Mi ispiro a lei e voglio lavorare per vincere anche io una medaglia alle prossime Olimpaidi».

 

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