Domenica 25 Settembre 2016 | 16:00

AL MANUZZI L'ULTIMA GARA DEL 2013

Bisoli, una vigilia con l'elmetto

Inatteso show polemico del tecnico: «Nessuno ha avuto la nostra continuità ma è bastata una sola partita sbagliata per mettermi in discussione»

Bisoli, una vigilia con l'elmetto

di FRANCESCO GUALDI

CESENA. Non bastano i 30 punti fin qui raccolti, che potrebbero diventare anche 33 nel caso oggi il Cesena battesse il Modena: Pierpaolo Bisoli non toglie l’elmetto, e anche nell’ultima conferenza stampa pre-partita del 2013 va alla guerra contro tutto e tutti.

Bisoli, oggi c’è il Modena, e si può chiudere in bellezza l’anno. Lei è soddisfatto?

«Intanto iniziamo a dire che quella contro gli emiliani sarà una sfida durissima. Poi, non posso negare che siamo in un discreto momento. In un campionato in cui anche le super corazzate incontrano difficoltà, noi abbiamo già 30 punti».

La manovra offensiva dei suoi è convincente?

«Guardate che io ricevo critiche solo a Cesena. Fuori da Cesena, tutti elogiano il lavoro fatto dai miei ragazzi: nessuno si sogna di criticarci e la nostra solidità difensiva è un esempio per tutti».

Non scambierebbe un po’ di solidità difensiva per un po’ più di brillantezza davanti?

«Mai al mondo. Nel calcio c’è una legge non scritta di cui ci si dimentica troppo spesso: l’allenatore riesce a incidere solo difensivamente. L’attacco è qualcosa che riguarda i giocatori, il loro istinto, la loro percezione…».

Obiezione: insegnare a difendere è più facile che insegnare ad attaccare.

«Non è così, credetemi. Un allenatore incide poco o nulla sulla manovra offensiva, mentre ha molta più rilevanza nei meccanismi arretrati. E comunque, vogliamo parlare della prestazione di Latina? La squadra che ha avuto le occasioni più nitide è stata il Cesena. Non siamo riusciti a segnare perché è mancata concretezza davanti, perché spesso le punte non riescono a essere lucide».

Il suo Cesena nelle ultime 6 gare ha segnato solo contro la Reggina. Non può spiegarsi tutto con la brillantezza dei singoli.

«Non si può guardare solo l’ultima fase del campionato: in tutto il girone d’andata, nessuno ha avuto la nostra continuità. Su 20 partite ne abbiamo toppata una, a livello di prestazione (col Padova, ndr). Il Lanciano, che voi sui giornali avete tanto decantato, ha gli stessi nostri punti».

Dove può migliorare questo Cesena?

«Sicuramente davanti possiamo fare meglio, ma non dimentichiamo che in trasferta abbiamo subìto la miseria di 6 gol. Se non subiremo gol a Varese, entreremo nella storia del Cesena: vi pare poco? Il problema è che qui è bastata una partita sbagliata per mettere l’allenatore in discussione».

Bisoli, succede un po’ ovunque che gli allenatori vengano messi in discussione...

«E invece no. Il Modena, per fare un esempio, è reduce da quattro sconfitte consecutive, ha una squadra fortissima partita con ambizioni alte, e si ritrova con 20 punti, 10 meno di noi. Io invidio tantissimo Novellino che nonostante le recenti sconfitte, alcune peraltro immeritate, ha appena ricevuto la fiducia dalla società: significa che a Modena c’è un progetto».

Il Modena, appunto: che avversario si aspetta?

«Una squadra tecnicamente molto forte, con giocatori che avrei voluto anch’io, come Stanco, e in generale li troveremo con la bava alla bocca. Anche questo è un aspetto curioso: non affrontiamo mai formazioni appagate, ma sempre avversari desiderosi di riscatto».

Senza Volta e De Feudis, squalificati, pensa di cambiare modulo?

«No, continueremo con il 3-5-2. Devo sicuramente ragionare sulla freschezza dei miei giocatori, per cui è probabile che troverà spazio chi ha giocato meno a Latina».

E’ preoccupato per le voci di mercato che prevedono turbolenze in attacco, con Nadarevic, Succi e Granoche pronti a partire?

«Queste sono sciocchezze: nessuno ha chiesto di essere ceduto, tutti i giocatori fanno parte del gruppo a pieno titolo: nella mia squadra non ci sono scontenti. E comunque, io i giornali non li leggo».

 

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