Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 19:14

CICLISMO

Ora Montaguti non vuole più aspettare

Il passista meldolese: «Il 2016 deve essere l'anno della mia prima vittoria da professionista»

Ora Montaguti non vuole più aspettare

FORLÌ. Se, come recita l’Ecclesiaste, “Per ogni cosa c’è il suo momento”, per Matteo Montaguti è giunto il tempo del primo successo in carriera. «L’anno scorso sono entrato nei primi 50 al Giro e alla Vuelta, ho collezionato diversi piazzamenti, ma la gente ricorda solo chi vince - dichiara il passista dell’Ag2R - andare sempre in fuga, e fare tutte le salite coi migliori è stato bello, nel 2016, però, l’obiettivo è salire sul gradino più alto del podio, che sia una tappa di un grande giro, o una corsa di un giorno, poco importa».

Montaguti ci ha provato subito, al Trofeo Laigueglia. «Domenica scorsa avevo una buona gamba, ho sempre scollinato nei primi tre-quattro. Ci siamo marcati stretto sino agli ultimi chilometri, Fedi è scattato nel momento giusto ed è riuscito là dove avrei voluto io: 100 metri prima sono partito e mi hanno chiuso, 30 dopo ci ha provato lui e gli è andata bene».

L’occasione, però, prima o poi arriverà. «Spero di non impazzire prima. Credo di avere i numeri per vincere, si tratta di farsi trovare pronti. Fisicamente, il 2015 è stato probabilmente la mia stagione migliore, mi fa arrabbiare non aver raccolto nulla. Di opportunità ne ho avute, purtroppo le ho sprecate perché nel momento clou mi sono mancate le forze. Devo imparare sia a gestire le energie per finalizzare di più nel finale di gara, sia a rischiare maggiormente».

Alla nona stagione da professionista, la sesta nell’Ag2R, Montaguti sa di giocarsi tanto. «Quest’anno mi scade il contratto. Prima della Tirreno-Adriatico parlerò con la dirigenza, intanto, mi sto guardando intorno. A 32 anni, o cambio adesso o mai più: penso di poter ancora crescere, arrivando nelle prossime due stagioni al top delle mie possibilità».

Il passista romagnolo è aperto a ogni opzione. «L’Ag2R è una bella realtà, ma non voglio fossilizzarmi. Ci fosse una buona proposta, la valuterei con attenzione. Molto dipenderà dall’offerta della squadra francese: devo vedere se tengono davvero a me. Al Giro d’Italia, si saprà di più».

Dal team transalpino i segnali sono incoraggianti. «Al Trofeo di Laigueglia, ero il capitano. Quest’anno, poi, abbiamo allestito davvero una bella squadra, ragion per cui avrò la possibilità di lavorare un po’ meno per Pozzovivo e avere più spazio per inseguire un successo personale». Già a partire dalla Tirreno-Adriatico. «La tappa nelle Marche e quella di Foligno sono adatte alle mie caratteristiche. Prima, ci sono le Strade Bianche, dove punto a far bene». Montaguti parteciperà anche alla Milano-Sanremo, mentre a livello di grandi corse in programma ci sono il Giro d’Italia e la Vuelta. Il sogno resta la maglia azzurra. «Ci spero, MA essere convocato per Rio è quasi impossibile, magari per i Mondiali. Cercherò di convincere il ct coi risultati».

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