Sabato 01 Ottobre 2016 | 03:29

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Il Rimini vince davanti all'emissario dello sceicco

L'ospite: "Entro dieci giorni chiudiamo la trattativa"

Il Rimini vince davanti all'emissario dello sceicco

Il presidente De Meis con l'emissario Khaled Ragab (Foto Diego Gasperoni)

RIMINI. Si chiama Khaled Ragab Abdulghery Ibrahim Abdulgham e speriamo, se avrà un ruolo nel Rimini, che propenda per un soprannome. La scena, nell’intervallo di Rimini-Teramo, se l’è presa tutto questo ex giocatore di serie A egiziano, rappresentante di una società (di cui non ha voluto fare il nome) di capitale misto Arabia Saudita-Emirati Arabi Uniti. Le idee sono chiare, i progetti anche, il tutto dovrebbe concretizzarsi, a suo dire, entro una decina di giorni, in palio c’è il 50% del capitale sociale dell’Ac Rimini 1912.

«Siamo molto interessati a questo progetto - ha esordito - sono qui a Rimini da dieci giorni, ho già visto quattro match, per la seconda volta sono al Romeo Neri. Siamo interessati a riportare il Rimini a livelli alti».

Khaled Ragab è stato un giocatore professionista, ha giocato nella serie A egiziana, ma anche in Polonia ed in Armenia.

«Sono qui per vedere la squadra, più che altro siamo interessati a dare una mano a De Meis - dice sorridendo al patron che siede accanto - perché il calcio non si compra, quindi vogliamo fare insieme cose concrete e aiutare la squadra».

Poi l’emissario arabo rivela: «A noi interessa, qui a Rimini, non solo il calcio, siamo qui per fare affari molto importanti».

L’emissario egiziano non si sbilancia su chi rappresenta.

«I responsabili della società in questa fase preferiscono non venire allo scoperto. Il capitale è misto tra Arabia Saudita ed Emirati, con interessi anche in Egitto».

Il motivo della scelta di Rimini: «Io ormai amo Rimini e questa squadra. Sono qui per Fabrizio (De Meis, ndr) perché ci sono persone che vogliono comprare il Rimini, ma il Rimini non è in vendita. Noi siamo interessati al 50%, ma lui rimarrà il capo. Per il resto posso dire che stiamo investendo a Rimini ed io sono qui per organizzare il nostro futuro. Già in altri Paesi, come in Scozia ed in Belgio, ci siamo occupati di squadre di calcio. Dove sono arrivati gli arabi hanno cambiato il calcio, pensate all’Inghilterra ed alla Francia. Stiamo lavorando giorno e notte per realizzare il nostro progetto».

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