Lunedì 05 Dicembre 2016 | 19:42

L'ULTRATRAIL PIU' DURA

Gianluca Galeati si merita un posto tra i Geants

Storico secondo posto per l'imolese, che al traguardo dedica l'impresa alla figlia in arrivo

Gianluca Galeati si merita un posto tra i Geants

Gianluca Galeati

Courmayeur AO, Italia

COURMAYEUR. Sale sul podio con una splendida seconda posizione il 32enne imolese Gianluca Galeati nel terribile Tor des Geants, l’Ultratrail più dura del mondo con i suoi 330 chilometri con 24 mila metri di dislivello positivo. Dopo il settimo posto del 2014, l’atleta del Team Tecnica ha rimontato dal terzo posto nell’ultima parte di gara impiegando quattro ore in meno dello scorso anno.

Seconda posizione storica, dunque, per Galeati, classe 1983, che ha impiegato 80 ore e 44 minuti. L’imolese ha iniziato a correre sette anni fa, passando in tempi brevi dalla strada al sentiero. Nelle gare internazionali che contano, vedi l’Utmb del 2013, ha sempre primeggiato tra gli italiani. Al Tor aveva già occupato un ottimo settimo posto nella classifica generale della scorsa edizione, una posizione decisamente migliorata e soprattutto a soli 24 minuti dal vincitore. Che possono sembrare tanti ma in una gara di 330 chilometri in realtà sono davvero una inezia.

Per professione Gianluca si occupa della “qualità” in una azienda bolognese. Qui la qualità eccelsa l’ha dimostrata in prima persona. Sul traguardo una dedica speciale: a sua figlia in arrivo. E un ringraziamento all’organizzazione e ai volontari per avergli permesso di coronare un sogno e una avventura in condizioni difficili. Ad accoglierlo, oltre alla sua giovane compagna, anche Franco Collé, il vincitore dello scorso anno, più emozionato del suo “collega” in gara.

A vincere è stato Patrick Bohard, il cinquantunenne francese con il tempo di 80 ore e venti minuti. Quasi un record, considerando il clima avverso. L’atleta transalpino era già stato protagonista al Tor del 2013, quando aveva chiuso la gara in quinta posizione, con il tempo di 78 ore e 47 minuti, dopo un inizio da lui stesso definito “catastrofico”.

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