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Allegri più Russo: Cesena, provaci

Le costanti della vittoria sul Milan del settembre 2010. Il compito di Di Carlo sarà quello di "trovare" i nuovi Bogdani e Giaccherini

Allegri più Russo: Cesena, provaci

CESENA. Omero ci avrebbe scritto senza dubbio un poema epico sulla partita di questa sera: il sopraffino ragionatore Pirlo protetto da due mostri come Marchisio e Pogba e pronto ad innescare Vidal, trequartista di forza e dinamismo, contro il centrocampo del Cesena. De Feudis, Giorgi, Carbonero, Brienza, ecco la preghiera laica dello spirito bianconero che parla romagnolo e che odora di erba da prendere a morsi come i polpacci di quegli extraterrestri dall’altra parte.

Fra Cesena e Juventus c’è un abisso e la mediana è senza dubbio il reparto che evidenzia di più questa clamorosa discrepanza di valori. A leggere le formazioni sembrano due sport diversi, ma per fortuna il calcio spesso è animato da forze non facilmente governabili e che sfuggono a qualunque rigore logico. Intanto una flebile speranza la accende una curiosa statistica.

Allegri e Russo. L’11 settembre 2010 il Milan di Allegri e del debuttante Ibrahimovic sbarca a Cesena in pompa magna e prende due sonore scoppole da Bogdani e Giaccherini per un 2-0 secco da leggenda. A dirigere quella partita fu Carmine Russo, al centro anche di molte polemiche per qualche decisione dubbia a favore del Cesena (Berlusconi lo definì, in una delle sue frequenti invasioni di campo, «arbitro comunista»), proprio come questa sera. Ecco, quell’incontro del 2010 è stata l’unica occasione in cui Allegri ha perso da allenatore contro il Cesena e anche l’unica occasione in cui ha perso un match arbitrato da Russo. Due coincidenze incredibili che fanno sperare in un beffardo ricorso storico da consumare proprio stasera. Allegri dopo aver perso l’andata, in quella stagione arrivò a vincere lo scudetto, si prese la sua rivincita al ritorno a San Siro con un secco 2-0. E anche l’anno successivo, sempre alla guida del Milan, vinse 1-0 in casa con rete di Seedorf e poi espugnò il Manuzzi 1-3 nell’ultima partita della gestione Arrigoni. L’ultimo scontro è quello dell’andata alla Juventus Stadium con un 3-0 che ha lasciato poco spazio all’interpretazione. Anche gli incroci con l’arbitro Russo portano decisamente fortuna ad Allegri: 8 partite e 7 vittorie cioè sempre bottino pieno tranne che in quel fatale 11 settembre di quasi 5 anni fa. Russo e il Cesena insieme non sono andati giù ad Allegri una volta, la speranza è che due indizi riescano ancora a fare una prova.

Impressionante. La Juve però è un vero rullo compressore e sembra avviata a vincere un altro scudetto senza appello. In questa stagione c’è un dato che impressiona più di tutti: in 22 partite la squadra di Allegri è stata in svantaggio solo per 10 minuti complessivi. Dal 44’ al 48’ del primo tempo contro la Roma cioè dalla rete di Iturbe fino al pareggio di Tevez. Poi dal 13’ al 19’ del match con il Sassuolo, quando Pogba rispose a Zaza. Non bisogna considerare l’unica sconfitta stagionale arrivata contro il Genoa visto che Antonini segnò all’ultimo secondo di recupero e l’arbitrò fischiò subito la fine dopo 5 secondi. Il Cesena dal canto suo in casa arriva dalla bella vittoria contro la Lazio e ha il dubbio più grande in attacco nel ballottaggio fra Djuric e Rodriguez. L’ariete bosniaco potrebbe aiutare la squadra a stare il più alta possibile battagliando sulle palle alte mentre lo spagnolo è sempre temibile dentro l’area avversaria: se Bonucci e Chiellini cancellano Djuric dal traffico aereo diventa un problema così come se la palla in area per Rodriguez non arriva mai. A Di Carlo la scelta. Dall’altra parte intanto senza Tevez squalificato, Allegri può schierare Llorente e Morata (o Coman, come ha tenuto a sottolineare Allegri in conferenza stampa). Questione di prospettive.

 

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