Lunedì 23 Ottobre 2017 | 19:02

DATI TERZO TRIMESTRE 2013

Scudo fiscale, black list e crisi dimezzano la raccolta bancaria

Scudo fiscale, black list e crisi dimezzano la raccolta bancaria

SAN MARINO. Dimezzata la raccolta bancaria in cinque anni. Tra scudo fiscale, black list e crisi economica l’ammontare dei depositi e delle obbligazioni negli istituti di credito della Repubblica si è ridotto in maniera consistente. Secondo i dati forniti da Banca centrale sul sistema bancario sammarinese, riferiti al terzo trimestre 2013, la raccolta totale si assesta sui 7 miliardi e 141 milioni, esattamente la metà di quanto vantavano le banche sammarinese prima dello scudo fiscale. Il crollo vero è proprio si è avvertito dopo il 2009, proprio quando l’Italia ha varato il terzo scudo fiscale, avvertito pesantemente anche dalle casse del Titano. In quell’anno si passò da 13,7 milioni di euro a 8,5 del 2010 in diminuzione progressiva fino ad arrivare ai giorni nostri.

La raccolta diretta al 30 settembre si è attestata a poco più di 5 miliardi di euro e qui – va detto – ci si ritrova in lieve aumento rispetto al 31 dicembre 2012, quando era inferiore ai 5 miliardi. L’emorragia conseguente all’ultimo scudo fiscale, i cui effetti si sono protratti per molti mesi, pur avendo perso molti capitali, pare essersi assestata. Anche se ci sono fattori che potrebbero mutare quest’ultima considerazione: Roma sta pensando ad un altro scudo e quindi a una ultima operazione per fare aumentare il gettito fiscale facendo rientrare capitali italiani all’estero e se ciò dovesse essere davvero portato a termine si potrebbe tradurre in un ulteriore calo di denaro per gli istituti di credito sammarinese, a svantaggio di tutta l’economia del Titano. E’ forse questa la ragione per cui è tornata in auge la riflessione – molto probabilmente accesa in ambienti legati al mondo delle banche – sulla possibilità di attivare uno scudo fiscale sammarinese, andando a recuperare i capitali conservati in banche italiane ed estere. Si calcolano oltre 800 milioni di euro, depositati in larga misura in banche italiane, ma anche in alcuni istituti di credito svizzeri e austriaci. Se il Governo decidesse di emettere il primo scudo fiscale sammarinese, e di tassarlo, ad esempio, al 5%, il possibile gettito per l’erario della Repubblica, si collocherebbe vicino ai 40 milioni di euro. «Questa – afferma Claudio Felici, titolare alle Finanze – non è una riflessione nata ieri, se ne parla già da diverso tempo. Ma tra il parlarne il metterla in pratica c’è una certa differenza».

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 1000