L'INCHIESTA

Spaccio di frontiera, quattro nei guai

I carabinieri di Urbino smantellano un giro di cocaina destinato ad alimentare le richieste di una ristretta clientela di artigiani

 Spaccio di frontiera, quattro nei guai
SAN MARINO. “Whiskey e coca(ina)”. 
E’ il nome dell’operazione antidroga dei carabinieri di Urbino che, dopo cinque mesi di indagini, ha portato nei giorni scorsi alla cattura, tra gli altri, di una sammarinese, destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. 
Si tratta di Lidia Venturini, 44 anni, già nota alla Gendarmeria perché coinvolta un anno e mezzo fa in una storia di spaccio sul Titano.  
I militari marchigiani hanno teso una “trappola” alla donna, ammanettata subito dopo il confine mentre era diretta a Rimini per un appuntamento dal dentista. 
La “frontiera”, secondo quanto riferito dagli investigatori, era spesso usata dal gruppo come un ostacolo agli accertamenti e alle indagini: gli scambi avvenivano in casolari isolati a ridosso della zona proprio nel tentativo di limitare i rischi. Ai domiciliari, nell’ambito della medesima inchiesta è finito il coetaneo di origine campana Domenico “Mimmo” Faticati, residente a Macerata Feltria: l’uomo svolge un’attività artigianale a San Marino.  Questi si appoggiava su una coppia italiana di Casinina di Auditore (Pesaro Urbino) per lo spaccio al dettaglio (per i due è stato disposto l’obbligo di firma). 
La donna, come barista in un pub della zona, avrebbe custodito e nascosto lo stupefacente tra le bottiglie di liquore. Gli inquirenti ritengono che il quartetto abbia agito in particolare nella zona del Montefeltro dal 2012 a dicembre 2013, alimentando un giro di cocaina (almeno un etto di coca al mese, al prezzo di cento euro al grammo) a un ristretta clientela di artigiani e piccoli industriali. La donna sammarinese è stata processata sul Titano per il coinvolgimento in un’indagine per una cessione di droga avvenuta a due passi dal camping di Cailungo.
SAN MARINO. “Whiskey e coca(ina)”. E’ il nome dell’operazione antidroga dei carabinieri di Urbino che, dopo cinque mesi di indagini, ha portato nei giorni scorsi alla cattura, tra gli altri, di una sammarinese, destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Si tratta di Lidia Venturini, 44 anni, già nota alla Gendarmeria perché coinvolta un anno e mezzo fa in una storia di spaccio sul Titano.  I militari marchigiani hanno teso una “trappola” alla donna, ammanettata subito dopo il confine mentre era diretta a Rimini per un appuntamento dal dentista. La “frontiera”, secondo quanto riferito dagli investigatori, era spesso usata dal gruppo come un ostacolo agli accertamenti e alle indagini: gli scambi avvenivano in casolari isolati a ridosso della zona proprio nel tentativo di limitare i rischi. Ai domiciliari, nell’ambito della medesima inchiesta è finito il coetaneo di origine campana Domenico “Mimmo” Faticati, residente a Macerata Feltria: l’uomo svolge un’attività artigianale a San Marino.  Questi si appoggiava su una coppia italiana di Casinina di Auditore (Pesaro Urbino) per lo spaccio al dettaglio (per i due è stato disposto l’obbligo di firma). La donna, come barista in un pub della zona, avrebbe custodito e nascosto lo stupefacente tra le bottiglie di liquore. Gli inquirenti ritengono che il quartetto abbia agito in particolare nella zona del Montefeltro dal 2012 a dicembre 2013, alimentando un giro di cocaina (almeno un etto di coca al mese, al prezzo di cento euro al grammo) a un ristretta clientela di artigiani e piccoli industriali. La donna sammarinese è stata processata sul Titano per il coinvolgimento in un’indagine per una cessione di droga avvenuta a due passi dal camping di Cailungo.
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