SAN MARINO

San Marino, la protesta: «Fusione delle banche manca “benedizione” del Fondo monetario»

I sindacati: «Con la “trasparenza opaca” non si costruisce il futuro delle aziende, della società e del Paese»

13/09/2018 - 11:44

San Marino, la protesta: «Fusione delle banche manca “benedizione” del Fondo monetario»

SAN MARINO. Fusione banche, nessun riferimento «alla internazionalizzazione, al rafforzamento sistemico», ma soprattutto «manca l’onnipresente e scontata “benedizione” dell’operazione da parte del Fondo monetario internazionale». I sindacati vanno ancora all’attacco dell’operazione annunciata dell’avvio dello «studio strategico preliminare all’eventuale operazione di integrazione tra la Cassa di Risparmio e la Banca di San Marino: cioè tra una banca la cui proprietà è ora totalmente dello Stato ed una banca la cui maggioranza di azioni è in larga parte detenuta dall’Ente cassa di Faetano, ma che ha fra i soci di minoranza centinaia di cittadini e dipendenti». La Centrale sindacale unitaria, su questo tema, critica il governo che ha parlato di «massima trasparenza» e «massima condivisione e collaborazione». Per i sindacati, però, «nella sostanza, queste positive dichiarazioni di principio non si traducano quasi mai in fatti concreti, restando solo parole scritte sui documenti e sui comunicati stampa».

Mancato confronto

La contestazione verte poi sul fatto che i sindacati mpm sarebbero stati informati dell’eventuale progetto di fusione. «Se questo è il modo in cui i vertici della Banca di San Marino intendono la “massima trasparenza” e la “massima condivisione e collaborazione” - attaccano da Csu - allora non ci siamo proprio: gli azionisti, i dipendenti, i clienti e più in generale gli stakeholder, meritano rispetto e richiedono la massima tutela dei loro interessi. Al riguardo sarebbe interessante conoscere il giudizio e l’orientamento dell’Ente cassa di Faetano e delle centinaia di soci che ne fanno parte riguardo a questa possibile integrazione, le cui motivazioni sono tutte da comprendere». Ecco perché l’ultimo affondo dei sindacati sul progetto di fusione riguarda i rapporti mancati per una eventuale discussione: «Con la “trasparenza opaca” e con la “condivisione a senso unico” non si costruisce e si consolida il futuro delle aziende, dell’economia, della società e del Paese».

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