Mercoledì 23 Agosto 2017 | 23:31

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NON SI PLACA LA POLEMICA

Rete all'attacco del porta a porta

Il movimento vuole tutti i dati e i documenti sulla gestione dei rifiuti

 Rete all'attacco del porta a porta

SAN MARINO. Sul Titano la gestione dei rifiuti si trasforma in «un intricato meandro di interessi incrociati». E così il sistema di raccolta porta a porta viene sfruttato per mettere in atto nuove speculazioni, con l’acquisto di macchinari, attraverso appalti e con l’assunzione di personale. La denuncia arriva da Rete che in una nota riporta la sua impressione che «si voglia non far funzionare le cose perchè non si crede in questo progetto. E allora avanti con la speculazione» e con una «gestione a dir poco improvvisata», con l’Azienda autonoma di Stato per i Servizi che «dà in appalto la raccolta dei rifiuti, darà in appalto il porta a porta, paga 25mila euro di consulenza per creare il progetto, non gestisce gli impianti». Insomma sul Titano, stigmatizzano i civici di Rete, «il porta a porta rischia di venir sfruttato per legittimare speculazioni di cui si rendono partecipi alcune ditte private». Tutto parte con lo stop italiano al conferimento alla discarica di Sogliano dei rifiuti sammarinesi. Così, ricostruiscono Roberto Ciavatta e compagni, «sotto la pressione dell’urgenza si noleggia un macchinario inutile, il tritovaglio, gestito dalla Beccari srl, i cui dipendenti vengono formati per utilizzarlo, anzichè formare i dipendenti dell’Aass». Ne consegue che 24.000 euro vanno per l’installazione, 10.000 al mese per il noleggio, 1.000 in consumi elettrici, altri 1.000 in manutenzione. Non solo: la manodopera costa otto euro all’ora e l’imballaggio 35 euro a tonnellata alla Beccari. Oltre all’esborso economico c’è pure la beffa, prosegue Rete.

«L’Italia non accetta nelle sue discariche i rifiuti tritovagliati», per cui i rifiuti sammarinesi una volta arrivati a Sogliano vanno di nuovo trattati, «con ulteriori costi». Per Rete si tratta di «speculazioni» belle e buone, «appalti discrezionali, incapacità dei dirigenti dell’Aass, assenza di trasparenza». E infatti «la procura di Forlì prima di dare l’ok al trasporto, ha sottoposto l’Aass ai raggi x, richiedendo l’espletamento dell’informazione antimafia». I cittadini, termina la nota, non sono «carne da tassare», serve per i rifiuti «una gestione totalmente pubblica, trasparente, fonte di risorse e non speculazione». Per cui fuori tutti i dati e i documenti sulla gestione dei rifiuti.

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