logo_extra Extra è il magazine estivo del Corriere Romagna dal 1994

SAN MARINO

Consumi e risparmi in diminuzione a San Marino. Ucs: le famiglie sono in difficoltà

«Non si produce gettito fresco e i provvedimenti sui consumatori sono sempre più pesanti»

11/08/2018 - 11:12

Consumi e risparmi in diminuzione a San Marino. Ucs: le famiglie sono in difficoltà

SAN MARINO. Il potere di spesa media per famiglia è diminuito del 3,1 per cento, più che dimezzato il risparmio per nucleo familiare, ridotto del 52,9 per cento: i dati dell’ufficio statistica del 2017 sono visti con preoccupazione dall’Unione consumatori sammarinesi. Rilevano di fatto la «fotografia di un Paese in forte difficoltà, dove purtroppo, le iniziative messe in campo non producono gettito fresco in entrata e i provvedimenti che ricadono sui consumatori sono sempre più pesanti».

Nel mirino patrimoniale, sanatoria, modifica della legge tributaria che «inciderà nelle casse degli operatori», perché «anziché il solito 35 per cento di acconto calcolato sull’imposta Igr dell’anno precedente, prevede un acconto del 55 per cento».

E ancora, preoccupazione viene espressa per altri due provvedimenti: la proposta di mettere il Tfr o parte di esso per il II Pilastro, l’introduzione dell’Iva. Rispetto la prima proposta, «pur sapendo che tale Pilastro deve essere implementato - riferisce Ucs - ricordiamo che nel reddito familiare togliere tale cifra sarebbe di una gravità inaudita: con quei soldi le famiglie ci pagano spesso i mutui, l’istruzione superiore dei figli, le varie tasse condominiali».

Mentre l’introduzione del sistema Igc-Iva avrà una ricaduta sul prezzo finale del servizio o di un prodotto: «Se la norma non sarà bilanciata bene - mette in guardia l’associazione - e non avrà o un sistema misto, o una sorta di franchigia e un aliquota che renda appetibile e sostenibile il progetto diventerà un ulteriore indebolimento del potere di acquisto del consumatore».

Il rischio è infine una riduzione del potere di acquisto tale che «rallenterà le imposte dirette e che, a ricaduta, frenerà i flussi di liquidità interni».

Si rischia in definitiva è che «diminuiscano quindi i risparmi dell’utente da poter portare in banca, indebolendo ulteriormente la liquidità delle stesse».

Corriere Romagna (©) - 2018 P.Iva 00357860402
logo w3c