Martedì 22 Agosto 2017 | 14:52

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LA CRISI CHE NON SMETTE DI MORDERE

Anno orribile, 620 le persone in mobilità

Secondo i dati della Csu sono cento in più rispetto al 2012, 60 solo a dicembre

Anno orribile, 620 le persone in mobilità

SAN MARINO. Sotto l’albero di Natale, la letterina sì, ma di licenziamento. Nessun “rilancio”: l’anno nero della crisi si chiude, secondo le cifre raccolte sul campo dalla Centrale sindacale, con 620 persone messe in mobilità, 100 in più rispetto al 2012: 60 solo nel mese di dicembre.  E l’ultimo incontro “taglia-teste”, sindacato e governo lo avranno lunedì 23, giorno dell’antivigilia di Natale. Diverse le aziende in crisi, ma nessuna pronta a chiudere: i licenziamenti di dicembre riguardano tutti “ridimensionamenti”. Quello più grosso, alla Deca, dove saranno in nove a rimanere a casa. E’ ancora una volta il manifatturiero il settore messo a più dura prova e la permanenza in black list non aiuta, anzi “affossa” il sistema.

Dunque, seppur reali, i dati diffusi dal bollettino di statistica fotografano solo in parte la realtà. Stando alle cifre pubblicate dall’ufficio di programmazione economica proprio pochi giorni fa, si conterebbero tra novembre 2012 e novembre 2013 "appena" 186 posti di lavoro in meno. Vero, ma se si calcola il saldo tra assunti e licenziati. Stando ai dati ufficiali, sono in tutto ad oggi 18.650 i lavoratori dipendenti occupati in Repubblica: il settore privato conta 85 lavoratori in meno, quello pubblico 101. Non mancherebbero i dati incoraggianti, come l’incremento di 82 dipendenti in un settore strategico come il manifatturiero o il +38,7% di lavoratori agricoli. Da segnalare, però, i 118 posti di lavoro andati in fumo nelle attività immobiliari, nell’informatica e nei servizi alle imprese; e i 63 nelle attività finanziarie. Nel frattempo aumentano in modo costante i disoccupati: 1.164 quelli in senso stretto; 154 in più rispetto allo stesso mese del 2012; un terzo di loro hanno un’età compresa tra i 20 e i 29 anni, molti sono laureati. Ma il numero totale degli accordi di mobilità stretti in tutto il 2013 dalla centrale sindacale unitaria racconta un’altra storia: oltre 620 le persone lasciate a casa fino a dicembre e gli ultimi accordi di mobilità dell’anno verranno discussi a Palazzo Mercuri proprio lunedì, giorno dell’antivigilia di Natale. Nel lungo elenco dei dipendenti a cui, a dicembre, arriverà la lettera di fine rapporto (60 in tutto il mese), massiccio è anche il ricorso ai prepensionamenti.

 

 

 

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