Domenica 22 Ottobre 2017 | 22:54

FUOCHI E PETARDI NEL MIRINO

L'Apas contro i botti di Capodanno

L'associazione animalista aveva presentato un'istanza d'Arengo sottoscritta da numerosi cittadini, ma il consiglio non ha dato il via libera

L'Apas contro i botti di Capodanno

SAN MARINO. L’Apas ci aveva provato. Nell’ottobre dello scorso anno aveva presentato un’istanza d’Arengo sottoscritta da numerosi cittadini, in cui chiedeva: «Il divieto su tutto il territorio sammarinese, con l’eccezione delle sole feste nazionali, di fuochi d’artificio, botti e petardi, i cui effetti sono da configurarsi come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti degli animali». L’istanza però è stata respinta a maggioranza dal Consiglio grande e generale «esclusivamente - si lamenta l’Associazione delal protezione animali - sulla base di una presunta tradizione, peraltro già salvata nell’Istanza, senza tenere conto dei pericoli connessi all’utilizzo di botti e affini».

«Eppure la nostra richiesta - attacca l’Apas - non era così assurda e impossibile da accogliere, dal momento che in diverse città e comuni italiani, i sindaci hanno provveduto a emettere ordinanze di divieto assoluto di botti e fuochi di artificio durante qualsiasi festeggiamento. Ogni anno infatti solo in Italia, sono migliaia gli animali vittime dei botti e dei fuochi d’artificio, causa di morte, ferimenti e traumi per cani, gatti, animali domestici e uccelli». Anche perché «gli animali vanno letteralmente in panico» non solo cani, e gatti, ma pure mucche, cavalli e conigli «le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da spavento». Tutto ciò a causa di un udito almeno quattro volte più sensibile di quello degli uomini.

Così l’Apas offre alcuni consigli. Per i gatti: «Rinchiuderli in luoghi tranquilli (garage, bagno, ecc) possibilmente serrando le finestre in modo che anche i bagliori, oltre ai rumori, diminuiscano». Quanto ai cani «se sono alla catena possono ferirsi seriamente con gravissime conseguenze, poiché la voglia di mettersi in salvo è più alta della consapevolezza di essere bloccati. Va sistemato in un locale chiuso, conosciuto e sicuro, mettendogli a disposizione il suo giaciglio e alcuni oggetti a lui familiari. E se il quattrozampe resta a casa da solo meglio lasciare le luci accese, le porte aperte, la ciotola dell’acqua e almeno due stanze a disposizione. Il giaciglio deve essere ben raggiungibile, non lasciate oggetti che lo possano ferire. Se si nasconde, non cercare di tirarlo fuori con la forza, deve farlo di sua iniziativa. E’ importante mantenere un comportamento che sia il più possibile rilassato e tranquillo. Per farlo uscire, chiamarlo come si fa di solito, se non ubbidisce, significa che si sente più al sicuro dov’è. Allora non bisogna insistere: uscirà da solo quando non sarà più spaventato».

 

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