Sabato 03 Dicembre 2016 | 03:25

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DRAMMA IN FAMIGLIA

Spara al figlio della compagna

Il ragazzo era appena uscito dal carcere dopo aver aggredito il patrigno

Spara al figlio della compagna

SAN MARINO. Aggredisce patrigno e gendarme, lo rilasciano e, quando torna a casa, il compagno della madre gli spara. Stava per finire in tragedia la vicenda del 19enne moldavo che, già da tempo in cura all’Iss, è stato incarcerato un paio di giorni fa dopo essersi avventato su un militare intervenuto per sedare l’ennesima lite famigliare. Il giovane, dopo essere stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (Tso), è stato trasferito in una struttura protetta a Fano mentre il patrigno è stato denunciato a piede libero per lesioni. Lui assicura che il colpo è partito involontariamente, ma gli spari sarebbero stati due: uno attraverso la porta dall’altra parte della quale stava il 19enne, l’altro - cinque minuti dopo - sulla coscia del ragazzo. E’ la storia di un dramma umano e familiare quello che tradisce la vicenda del giovanissimo moldavo fermato domenica pomeriggio dalla gendarmeria. Era stato il suo patrigno, un sammarinese di 53 anni, domenica pomeriggio, a chiamare le forze dell’ordine, dopo l’ennesima lite in famiglia: i militari sono intervenuti dopo che il ragazzo aveva aggredito il compagno della madre e si era chiuso in camera sua. All’arrivo dei militari, si è avventato su uno di loro e lo ha aggredito a suon di cazzotti, finché il gendarme non è riuscito a fermarlo con l’utilizzo della scarica elettrica, impugnando una pistola taser. Lo hanno ammanettato e portato in carcere dove ha passato l’intera notte: l’indomani il magistrato di turno lo ha scarcerato, dopo aver informato il servizio sanitario, e in virtù del fatto che mancava la denuncia a corredo del fermo di polizia giudiziaria (il ragazzo sarà solo in un secondo momento deferito per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale). Quando lunedì è rientrato a casa, la pace è durata poco. Verso sera, alle 19 circa, il patrigno ha chiamato un’altra volta le forze dell’ordine: «Gli ho sparato». Arrivati sul posto assieme alle guardie di rocca, il 53enne ha raccontato loro di aver esploso un colpo involontariamente con una pistola calibro 22, ma dalle ricostruzioni i colpi esplosi risulterebbero due. Il giovane è stato e i medici di emergenza gli hanno assegnato una prognosi di 10 giorni: ferito, in modo lieve, anche la guardia di rocca aggredita mentre tentava di placare il ragazzo; per lei, sette giorni di prognosi.

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