Mercoledì 28 Settembre 2016 | 02:02

SAN MARINO

Smi, ora si indaga per riciclaggio

Il fascicolo è stato avviato e segretato dal commissario della legge Simon Luca Morsiani. Il conte Pasquini non risulta oggi indagato

Smi, ora si indaga per riciclaggio

SAN MARINO. Smi, colpo di coda del tribunale sammarinese: a metà del processo per amministrazione infedele, si apre un’altra inchiesta e questa volta per riciclaggio. Ad oggi, il conte Enrico Maria Pasquini non risulterebbe iscritto nel registro degli indagati, ma l’inchiesta è stata segretata dal commissario della legge Simon Luca Morsiani, che avrebbe aperto il fascicolo già l’estate scorsa. E comunque, si indaga sulla gestioni dei fondi dei correntisti Smi fatti “emigrare” all’estero: i fatti sui quali sta cercando di far luce Morsiani non sarebbero gli stessi contestati già a Pasquini e Buonfrate nell’ambito del primo processo, quello giunto già a dibattimento e che è proseguito proprio ieri in Aula a San Marino con l’audizione del perito. In Italia, un’altra inchiesta per riciclaggio ha travolto la Smi ed è giunta alla sua chiusura proprio l’estate scorsa, quando la Procura di Roma ha notificato alle parti la conclusione delle indagini: la vicenda è quella che, quattro anni fa, portò la finanziaria sammarinese su tutti i maggiori giornali italiani per la fuga di notizie circa l’elenco dei correntisti vip col conto a San Marino.

 

Intanto, proprio ieri è proseguito il dibattimento del primo processo Smi, quello col quale – tra le varie ipotesi accusatorie - si contesterebbe agli ex vertici della finanziaria l’amministrazione infedele, l’esercizio abusivo dell’attività bancaria, l’appropriazione indebita, oltre che l’ostacolo all’autorità di vigilanza, la mancata segnalazione di sequestri operati dall’autorità giudiziaria, incagli – e cioè crediti non esigibili – superiori a quelli ufficialmente dichiarati.

Due gli imputati eccellenti: si tratta del conte Enrico Maria Pasquini, presidente della finanziaria, ed Eugenio Buonfrate, direttore generale. La difesa, rappresentata da Maria Selva e Moreno Maresi, ha interrogato Fabio Pignataro, commissario liquidatore della Smi insieme a Gianna Burgagni e a seguire ha invece tentato di smontare il castello accusatorio, punto per punto, con la testimonianza in aula del consulente Sergio Piva. Un’udienza durata circa due ore e mezza. Il commissario della legge decidente Alberto Buriani ha fissato l’udienza finale nella giornata dell’8 aprile: per allora, prevista la sentenza.

 

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