Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:50

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Graffiti nelle gallerie Borgo e Montalbo

La scritta sopra i numeri assegnati alle famiglie durante la Seconda guerra mondiale

Graffiti nelle gallerie Borgo e Montalbo

SAN MARINO. Imbrattate le gallerie Borgo e Montalbo, insorge l’associazione Treno Bianco Azzurro che chiede agli autori di «andare in gendarmeria e ammettere l'errore».

La denuncia arriva Yuma Terenzi socio fondatore nonchè membro del consiglio direttivo, che nel pomeriggio di sabato scorso, durante una passeggiata, ha notato per primo un “graffito” abbastanza grande: con una bomboletta spray di colore rosso, è stato scritto “Grazie!!! Ke mi saluti”.

Una scritta che va rovinare «la parete della galleria dove ci sono scritti i numeri che venivano assegnati alle famiglie dei rifugiati durante la Seconda guerra mondiale». La denuncia di quanto accaduto fa leva proprio su questo aspetto: «Le gallerie hanno dato assistenza ed un tetto nel periodo bellico e all'interno ci sono dei numeri che non sono semplici “scarabocchi” ma numeri di persone che avevano in quei pochi centimetri la loro vita che sicuramente non era semplice: in centinaia vivevano ammassati tra l'olezzo, il poco ricircolo di aria e la paura di non poterne uscirne vivi».

E ancora: «Purtroppo molte persone non hanno scrupolo né rispetto per la storia della loro Repubblica – spiega ancora Terenzi - capiamo anche che la “gioventù” sbaglia, quindi chiediamo che la persona in questione si rechi in gendarmeria e ammetta l'errore».

Se da un lato queste situazioni, continuano dall’associazione Treno Bianco Azzurro, danno «la forza per continuare nella nostra passione di ricercare materiali e di raccontare la storia con le passeggiate raccontate, ed accompagnando le scuole di San Marino di ogni ordine e grado, e ricordiamo a titolo gratuito , dall'altro lato queste situazioni, e non è la prima volta che succede, ci fanno passare la voglia di mantenere alto il nome della Ferrovia e la volontà di raccontare e far conoscere, nel nostro piccolo, la sua storia». Ecco perché Terenzi ribadisce: «Un errore si può fare ma “l’artista” per recuperare contatti la gendarmeria ed almeno in qualche modo potrà “riparare” all'errore».

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