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Pelle: sfogliarsi è poesia!

Da Ungaretti a Prévert, tutti ci ricordano che il cambiamento è inarrestabile

di ALICE CESARETTI

Pelle: sfogliarsi è poesia!

«Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie» scriveva il grande Giuseppe Ungaretti. Tutto, prima o poi cade, “muore”. Anche la nostra pelle. Sicché, fondamentale per la bellezza del nostro corpo e del nostro viso, oltre ai trattamenti quotidiani con latte detergente, tonico e crema idratante, è almeno una volta alla settima, l’effettuare una perfetta esfoliazione, specie in estate. Prima di partire per il mare sarebbe opportuno levigare bene la pelle con uno scrub in modo che l’abbronzatura risulti più uniforme e naturale. Nel periodo estivo lo scrub più accurato va fatto una settimana prima dell’esposizione al sole e durante le vacanze e poi anche al ritorno occorre una leggera esfoliazione che, contrariamente a quanto si crede, non toglie via la nostra amata tintarella ma solo le cellule morte, in pratica una pellicola organica che circonda lo strato nuovo del derma e non gli permette di respirare e rigenerarsi correttamente.

Domanda legittima: ma se le cellule morte vengono correttamente eliminate, perché dovremmo ricordarci di esfoliare periodicamente la pelle? Molteplici i motivi: riconducibili all’ambiente in cui viviamo e al nostro stile di vita. Smog, ritmi quotidiani infernali, alimentazione scorretta influiscono sul metabolismo cellulare. Tutte cause che rallentano l’esfoliazione naturale. Oltre a migliorare la circolazione sanguigna, lo scrub stimola la produzione di collagene naturale della pelle che è l’arma migliore per rallentare la comparsa di rughe e macchie. Inoltre la crema penetra così più in profondità.

Usate esfolianti enzimatici (a differenza di quelli liquidi richiedono meno conservanti e sono a base di enzimi della frutta, come papaya e ananas) per pelli sensibili, o meccanici basati sui granuli. Ma non è una pratica giornaliera, va fatta settimanalmente. Esfoliare in definitiva significa ridare morbidezza e splendore alla pelle rinnovando il colorito e affinandone la grana, affinché la pelle liberata dalle impurità, rinnovi le cellule che diventano così più ricettive e lasciano agire più a fondo i trattamenti.

Non abbiate paura, non cancella l’abbronzatura, anzi risalta di più e si prende meglio il sole. Lo “cantava” anche Jacques Prévert: «Le foglie morte cadono a mucchi». E noi le... rimettiamo su, più belle di prima!

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