Domenica 11 Dicembre 2016 | 01:19

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IL FAIR PLAY DEL PICCOLO BOMBER

Fa gol di mano ma lo segnala all'arbitro

Protagonista un 13enne durante una partita di campionato: «Era l'unica cosa da fare»

Fa gol di mano ma lo segnala all'arbitro

RIMINI. Palla dentro e scatta l’esultanza. Di tutti i suoi compagni tranne la sua, quella di chi la palla l’ha appena messa alle spalle del portiere. Sguardo incredulo, smarrito, di chi non realizza. Anzi no, forse sono gli altri a non avere realizzato. Quando l'arbitro fischia per dare il gol e tutti tornano indietro verso la metà campo, Andrea Luti, 14 anni da compiere, lascia infatti passare qualche secondo prima di fare quello che sui campi da calcio non si vede quasi mai: raccontare la verità. «Signor arbitro, io il pallone l’ho preso con la mano, non con la testa: il gol è da annullare». Lo dice subito, appena ha chiaro che non gli hanno fischiato la punizione contro e nessuno si è accorto del colpo alla Maradona, in stile Messico ‘86, che involontariamente è riuscito a emulare.

Il raro gesto di fair play è andato in scena domenica, durante una partita di calcio nel campionato Giovanissimi interprovinciali, tra la Promosport, dove gioca da attaccante Andrea, e la Tre Martiri di Forlì. La squadra di Rimini, quinta classificata, gioca in trasferta contro gli ultimi ed è al 10’ minuto, sullo 0-0, che arriva l’azione da celebrare.

Gli ospiti fanno partire un contropiede, palla al lato, cross in area e a quel punto il giovane bomber tenta un’incornata che però non gli riesce nel migliore dei modi: «Non sono andato troppo coordinato - spiega il protagonista della vicenda -. Ho preso il pallone con la mano e ho buttato la palla in rete». Nella mischia difficile accorgersene. Un paio di avversari accennano qualche timida protesta. Niente di più.

Fino a quando Andrea non chiarisce la situazione. Perché come spiega lui stesso: «Era l’unica cosa da fare, la più normale, non mi sembra di avere fatto una cosa tanto speciale». Vero, ma di certo non è molto frequente. E Andrea lo sa. Lo conferma alzando le spalle e con un sorriso ammette: «Il clamore c’è stato. Ho visto che anche i ragazzi dell’altra squadra mi hanno fatto i complimenti, anche a fine partita me lo hanno detto e mi ha fatto piacere».

Non solo gli avversari. Dopo il gol annullato, anche i compagni di Andrea non hanno mugugnato o “accusato” il loro bomber di essere stato troppo zelante. «Nessuno si è lamentato - spiega -. Anche loro avrebbero fatto lo stesso». Per la cronaca, la partita è finita 5-1 per la Promosport e Andrea, alla fine, ha fatto una doppietta. «Sono stato premiato - sorride -. Alla fine è andata bene così».

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