Lunedì 05 Dicembre 2016 | 01:28

DOLCE STUPEFACENTE

Torta alla marijuana, famiglia all'ospedale

Ricoverato il nonno 70enne

Torta alla marijuana, famiglia all'ospedale
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RIMINI. Hanno mangiano una torta alla marijuana e sono finiti in ospedale. Brutta avventura per sette persone, uomini e donne adulti, costrette ad andare al pronto soccorso, l’altra sera al termine di una serata conviviale in famiglia.

Dopo gli accertamenti svolti dai medici dell’ospedale Infermi sarebbe emersa la positività al test per i “cannabinoidi” e per alcuni, la questura sta valutando la possibilità di far scattare una segnalazione alla Prefettura (ma non rischiano niente dal punto di vista penale). Uno di loro, il nonno settantenne, è stato ricoverato a scopo precauzionale, mentre il resto dei pazienti è stato dimesso ieri mattina, dopo poche ore di trattamento. Prima di tornare a casa la “cuoca” 24enne, i suoi genitori, una zia e due cugini sono stati sottoposti alla lavanda gastrica e a una flebo reidratante. Della torta non è rimasta traccia, anzi non è rimasta neppure una fetta: la polizia così non ha potuto accertare la presenza dello stupefacente nel dolce, ma ha escluso che della droga si trovasse all’interno dell’abitazione, situata nella zona di San Giuliano.

Si è trattato quindi solo di una cena finita male, a causa del tocco trasgressivo: una torta esotica e “stupefacente”. Poco dopo averla assaggiata quasi tutti i presenti, infatti, hanno cominciato a sentirsi poco bene, giramento di testa, nausea e tachicardia. Dopo la corsa in ospedale è stata la più giovane a fornire responsabilmente al medico di turno la possibile spiegazione dell’accaduto: «Potrebbe essere colpa mia - ha detto alla dottoressa - ho riproposto un dolce che avevo assaggiato in un mio recente viaggio all’estero: la ricetta prevede di mischiare all’impasto un infuso di marijuana». Dall’ospedale è partita la segnalazione alla questura, ma la ragazza non mentiva. La sua versione è stata confermata dai parenti che avevano accettato di provare la novità convinti dalle rassicurazioni della 24enne.

Sono in corso accertamenti per approfondire eventuali responsabilità legate all’eventuale fornitore. Difficilmente saranno adottati provvedimenti da parte della magistratura e degli investigatori della polizia. Non risultano indagati. Ci sono da completare gli accertamenti e quindi da valutare le eventuali conseguenze di carattere amministrativo.

 

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