Venerdì 30 Settembre 2016 | 06:55

SANITA'

Polo pediatria, maxi intervento

Polo pediatria, maxi intervento

RIMINI. Il nuovo ospedale sale di un altro piano: lavori in vista da oltre 5 milioni euro per il Polo materno infantile all’avanguardia che l’Ausl pagherà in parte con un espediente particolare ma necessario in questi tempi di spending review. Si “libererà” infatti dell’ex Dispensario di igiene sociale, il maxi edificio in zona stadio Romeo Neri, che aveva tentato di vendere a più riprese e adesso cederà ai costruttori dell’intervento per potere completare l’atteso 5° piano della Dea, in cui l’Azienda sanitaria metterà il reparto di pediatria infantile e neonatale. Non solo: a dare una mano per le spese contribuirà il lascito testamentario da 377mila donato da una donna.

Rimini punta quindi a finire il nuovo ospedale inaugurato il 2 maggio del 2011 - grazie a un investimento da 42 milioni e 160mila - che era stato però lasciato al “grezzo” negli ultimi piani in attesa di essere completato negli anni a venire. I tempi di crisi economica e la necessità di fare quadrare i conti hanno poi portato l’Azienda sanitaria a rivedere il piano di copertura senza però ritardare i tempi.

Per questo nuovo e atteso Polo materno e infantile, ad esempio, se da un lato 3,2 milioni di euro dei 4,988 necessari sono stati finanziati dallo Stato in base al cosiddetto ex articolo 20 con cui sono stati stanziati fondi a favore della sanità, dall’altra l’Ausl ha scelto fare fronte alle difficoltà e di alleggerire il proprio patrimonio immobiliare per coprire la parte mancante. Nel mirino è finito il colosso di cemento invenduto in via IX Febbraio 1849, l’ex Dispensario di igiene sociale: dopo i progetti naufragati nel 2010 del Comune di acquisirlo per fare una ventina di appartamenti, nel 2011 l’Ausl lo aveva messo all’asta per 2 milioni e 120mila euro. Nessuno si era presentato e allora era finito di nuovo in vendita per 1,9 milioni nel 2012 e poi per 1,6 nel 2013. Ancora nessuno si era fatto vivo per quei 1.853 metri quadrati in disuso da tanti anni e che sembravano destinati a dovere pesare sulle spalle dell’Ausl.

La svolta c’è stata però nel bando di assegnazione dei lavori di completamento della struttura ospedaliera, la cui scadenza è prevista per il 12 febbraio e in cui è stato inserito che chi si aggiudicherà gli interventi (da terminare nel giro di 14 mesi) dovrà essere pagato anche con questa contropartita immobiliare valutata “al minimo”: 1,6 milioni. Una strategia che si è rivelata vincente e porterà così, a meno di clamorose sorprese, alla costruzione di un ulteriore piano alla Dea in cui ne sono previsti un altro destinato alle attrezzature e ai servizi e un altro in cui saranno messi i posti letto per chirurgia e pediatria. A dare un contributo fondamentale sarà poi il lascito testamentario da 377mila euro di una donna, Serafina Giuliani, il cui atto di generosità servirà nel concreto a l nuovo Day hospital di oncoematologia pediatrica, che le sarà intitolato una volta terminato.

 

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