Sabato 01 Ottobre 2016 | 00:00

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OPERAZIONE "TITAN FLAGS"

Targa Rsm: 10mila mezzi a rischio confisca

Sentenza della Cassazione sul caso yacht: è stata evasa l'Iva all'importazione

 Targa Rsm: 10mila mezzi a rischio confisca

RIMINI. Dopo aver negato il reato di contrabbando doganale, la Suprema Corte “avvalla” invece l’evasione dell’Iva all’importazione (articolo 70, Dpr 26 del 1972). La Cassazione mette la parola fine sul caso dello yacht della Polis Spa sequestrato nell’ambito dell’operazione Titan flags. Ora tremano i circa diecimila proprietari di mezzi (dalle auto alle moto) “battenti” targa sammarinese che nelle prossime settimane potrebbero essere oggetto di controlli da parte del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza con il serio rischio di subire la confisca.

La sentenza della Corte, emessa il 15 ottobre scorso e depositata il 2 dicembre, respinge il ricorso presentato dalla Polis Spa che chiedeva il dissequestro dello yacht Enterprise contro il verdetto del Tribunale del riesame.

La Cassazione ha invece sancito il principio secondo il quale alcuni beni (yacht o auto) acquistati dai riminesi in leasing da società sammarinesi, comportano l’evasione dell’Iva (dovuta per legge nel caso di importazione di beni, tanto più se provenienti dall’estero e da Paesi extra Ue a fiscalità agevolata). Una sentenza che rischia di far precipitare anche l’attività delle aziende di leasing sammarinesi.

La vicenda trae le mosse dal blitz alla darsena di Rimini del settembre 2011 quando la guardia di finanza sequestra quattro yacht immatricolati a San Marino. Le imbarcazioni sono un Atlantis 425 (Soraya) del valore di 336mila euro, un Galeon 640 (Mops II) da 2 milioni e 430mila euro, un Enterprise marine Em450 (Mops I) da 950mila euro più un Manhattan 56 (Bluone) del valore di 600mila euro dell’imprenditore Pierino Isoldi. Di fronte al sequestro, ogni società coinvolta ha aperto una propria via legale.

La Corte di Cassazione nel settembre del 2012 ha respinto l’ipotesi di contrabbando doganale, formulata dal Tribunale di Rimini, provvedendo al dissequestro dei quattro yacht. A quel punto, il pm Davide Ercolani e il Nucleo di Polizia tributaria della Finanza guidato dal maggiore Marco Antonucci, non si sono dati per vinti, hanno cambiato rotta puntando sull’accusa di evasione dell’Iva all’importazione (l’articolo 70). Nel mirino - come causa pilota - questa volta solo la Polis Spa. Lo yacht Enterprise marine è stato così posto nuovamente sotto sequestro nel giro di qualche settimana: nel mirino un’evasione Iva pari a 157.980 euro (e siamo all’inizio del 2013).

Nell’aprile 2014 il Tribunale del riesame ha dato ragione al pm respingendo il ricorso della Polis, una finanziaria in liquidazione, proprietaria della barca super lusso immatricolata a San Marino. E il 2 dicembre la Cassazione ha confermato la sentenza. Che, a questo punto, apre il fronte ad un nuovo sequestro di tutti gli yacht entrati nel mirino della Finanza. I proprietari, per riaverli indietro, dovranno mettersi in regola con l’Iva. Di fronte a questa importante novità, devono però iniziare a preoccuparsi anche i proprietari di tutti i mezzi con targa Rsm. (lu.ca.)

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