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La crisi affonda le imprese, Rimini diventa "no tax area": ora rimborsiamo Imu e Tari

 La crisi affonda le imprese, Rimini diventa "no tax area": ora rimborsiamo Imu e Tari

RIMINI. Rimini si trasforma in un’area no tax. E’ la novità della prossima “manovra” che ha iniziato il suo percorso in commissione. La premessa: la crisi picchia forte sul sistema produttivo, la pressione fiscale anche, il livello di chiusure molto alto. Quindi? L’assessore ai tributi Gian Luca Brasini propone rimborsi delle tasse locali (Tari e Imu). «Abbiamo bisogno di turnover, fra il 2013 e il 2014 hanno aperto 1.087 imprese, ma il 70 per cento è rappresentato da partite Iva ed è l’effetto della precarizzazione del mondo del lavoro. Il rimborso è previsto minimo per un anno, ma può essere anche per più tempo. Potremmo inserire l’obbligo di assumere una persona. Lo stesso rimborso è destinato a nuove imprese e start up innovative». Brasini evidenzia anche il paradosso del Comune, più liberal di altri non di centro sinistra. «Ho fatto l’esempio di Bellaria, ma vale per tutti. Chi non ha adottato l’imposta di soggiorno, poi applica le imposte patrimoniali al massimo, solo che una la pagano i turisti e l’Imu le famiglie».

Il fatto. Ieri mattina l’assessore Gian Luca Brasini ha portato in commissione le linee guida del bilancio 2015-2017 (8 sì, 2 no e 1 astenuto). Obiettivo: arrivare al via libera in consiglio fra gennaio e febbraio («sei mesi prima del solito»). La “fretta” è giustificata dal fatto che manca un anno e mezzo alla fine della legislatura e il trend di investimenti (38 milioni bel 2013, 16 nel 2012) vuole essere mantenuto. «Abbiamo opere da appaltare, nel momento in cui il bilancio è approvato procediamo con le gare».

Con l’anno nuovo - aggiunge Brasini - avremo poi certezze sulla Local tax. «Almeno i cittadini cominceranno a vedere dove vanno i soldi delle tasse. Oggi una percentuale dell’Imu va allo Stato, per Rimini una cifra pari a 12 milioni. La riforma della local tax prevede che i tributi di natura erariali passino allo Stato, quindi i 4 milioni di addizionale Irpef vengono aboliti. Al Comune restano i tributi patrimoniali. Se fosse così, Rimini avrebbe un saldo positivo di 8-9 milioni, peccato che la riforma prevede un saldo invariato e quello in più finisce in un Fondo di solidarietà. Lo Stato non ci vuole perdere un euro in questa operazione».

Le linee guida. I principi generali sono questi. Riduzione e riqualificazione della spesa. I servizi restano invariati. Riduzione delle spese improduttive come oneri finanziari e consulenze esterne. «Con la crisi il welfare è sotto pressione e la spesa per questo settore dovrebbe aumentare».

Tributi. La pressione resta quella del 2014 («non istituiamo nuove trasse») e comunque la «riduzione dell’Imu sul 2012 è stata del 4 per cento e del 10 sull’abitazione principale». Confermata (invariata) l’imposta di soggiorno.

L’emergenza è rappresentata dalle imprese. «Abbiamo notato che negli ultimi tre anni c’è stato un accanimento tributario sul sistema e anche giunte di centro sinistra per riequilibrare devono assumere provvedimenti di tipo liberal. La riforma dell’Imu in alcuni casi ha prodotto aumenti del 250 per cento».

Quindi? «Confermiamo l’aliquota per gli immobili produttivi allo 0,89. Non applichiamo la Tasi sulle imprese, la maggior parte delle attività è in affitto».

La dieta. Il Comune continua nella politica di riduzione del debito (146 milioni nel 2011 e 121 nel 2014 (con i 18 del mutuo della vasca di laminazione Kennedy). «Siamo nella necessità di reperire risorse».

Come si fa? Brasini conta di intercettare tutti i finanziamenti possibili: regionali, europei e statali. «L’importante è presentarsi pronti a partire».

Si è parlato anche di dismissioni immobiliari e vendita di azioni Hera. «Hera produce 2,3 milioni di dividendi all’anno - precisa Brasini - prima di dismettere ci penserei due volte».

Comunque la questione è aperta, si attende la rivisitazione del patto di sindacato per capire se per controllare Hera sarà sufficiente il 35 per cento delle azioni. «A quel punto si può ragionare». Per Palazzo Garampi la partita potrebbe tradursi in 8-10 milioni.

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