Giovedì 08 Dicembre 2016 | 05:00

CATTURATO UNO DEI VIOLENTI

Poliziotta eroina pestata al parco

Aggredita da tre nordafricani per avere difeso alcune donne dell'est

Poliziotta eroina pestata al parco

RIMINI. Quando ha visto tre uomini di grossa stazza che stavano molestando delle donne non ci ha pensato due volte a correre in loro soccorso. Una poliziotta della questura di Rimini, fuori servizio, ha cercato di bloccare gli aggressori ma è stata presa a pugni in faccia ed è finita in ospedale con una sospetta frattura al naso. Uno dei balordi è stato arrestato poco più tardi dai carabinieri.

Lo spiacevole episodio è accaduto ieri intorno alle 14 in pieno centro, al parco Cervi, e proprio contestualmente a un importante evento contro la violenza sulle donne. Poco distante, infatti, si stava svolgendo il corteo organizzato dall’associazione Rompi il silenzio e dal Comune contro un fenomeno che sta raggiungendo numeri allarmanti. Margherita Buttarelli, 48 anni, sposata e madre di due figli, assistente capo della polizia di Stato, stava tornando a casa in bicicletta dopo aver terminato il servizio. Passando attraverso il parco Cervi, in direzione mare, ha notato che sotto a un gazebo, ritrovo abituale di badanti dell’Est Europa, tre nordafricani stavano infastidendo alcune donne che si erano fermate per pranzare. In particolare, uno degli uomini aveva buttato a terra le vivande che erano disposte sul tavolo e aveva strappato una bottiglia a una delle signore, poi colpita con uno schiaffo.

«Di fronte a una scena del genere - racconta Margherita - non ci ho visto più. Mi sono avvicinata e ho strappato la bottiglia a quest’uomo, di statura piuttosto alta, e ho suggerito a lui e ai suoi amici di andarsene».

In un primo momento la questione sembrava finita lì ma così non è stato. I tre nordafricani, affatto intimoriti, hanno continuato a infastidire le straniere che nel frattempo si erano allontanate in direzione di via Goito, una strada che dal parco arriva fino a via Tripoli.

«Osservando il tutto - continua - ho capito che i tre non erano intenzionati a demordere. Così li ho seguiti e mi sono qualificata come poliziotta. Uno è scappato ma gli altri due mi si sono scaraventati addosso. Uno di loro ha cercato di strapparmi la bicicletta con la palese intenzione di lanciarmela contro. L’altro mi ha colpita con due pugni, uno al naso l’altro vicino alla bocca».

Stesa sulla barella in ospedale, l’agente 48enne ha un vistoso livido sul volto e un taglio sul naso, dal quale ha perso molto sangue prima di essere medicata dai sanitari del 118 arrivati in suo soccorso. Insieme a lei ci sono i colleghi, increduli per quanto accaduto e consapevoli del rischio che ha corso. Ma, anche se quel gesto avrebbe potuto avere conseguenze peggiori, Margherita non ha dubbi: «Era giusto intervenire. Non ci ho pensato nemmeno un secondo, non solo per la professione che faccio, ma perché mi sembrava doveroso aiutare delle donne in difficoltà».

Dopo essere stata aggredita, la poliziotta ha chiamato subito i soccorsi. A quanto pare non ci sarebbero testimoni e in ogni caso nessuno è accorso in suo aiuto. Sul posto, in via Goito, è arrivata una pattuglia dei carabinieri per cercare i malviventi che nel frattempo erano scappati. Uno di loro, magrebino di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine per reati come spaccio e aggressione e resistenza a pubblico ufficiale, è stato raggiunto e arrestato al parco Cervi dai militari.

Lo straniero, presente regolarmente in Italia, verrà processato domani mattina per direttissima. Intanto, proseguono da parte di polizia e carabinieri le ricerche degli altri due stranieri che erano presenti. Uno ha partecipato all’aggressione, l’altro era scappato poco prima.

Il questore di Rimini, Alfonso Terribile, si è recato nel pomeriggio di ieri all’ospedale Infermi per sincerarsi sulle condizioni di salute della poliziotta. Terribile ha manifestato nei confronti della donna «vivo compiacimento – preannunciandole l’intenzione di proporla per un riconoscimento ufficiale - per non aver esitato a compiere il suo dovere con coraggio e determinazione affrontando da sola, libera dal servizio, diversi uomini in evidente stato di alterazione».

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