Domenica 25 Settembre 2016 | 14:17

SOLIDARIETA'

Apre la "fabbrica" dei pon pon: oggetti d'arte dalla lana donata

Sei amiche lanciano un progetto per aiutare l'associazione "Rompi il silenzio"

Apre la "fabbrica" dei pon pon: oggetti d'arte dalla lana donata

RIMINI. C’è un filo sottile ma infrangibile che lega il “Salvadanaio rosa” alla “Fabbrica dei pon pon”. Le protagoniste sono più o meno sempre loro, le ragazze dell’operazione del cuore e dei tremila e più euro raccolti per contribuire all’acquisto di un mammografo tre d.

Se in estate il “forziere” è stato riempito trasformando in principesse decine di donne con l’aiuto degli abiti del “Piano B”, oggi Barbara, Francesca, Giovanna, Roberta, Claudia e Annamaria sono ancora in campo e da un paio di mesi lavorano al nuovo progetto di volontariato. Questa volta sotto l’ala protettrice è stata accolta “Rompi il silenzio”, associazione che para la violenza scagliata contro le donne.

Come sempre accade, per fare del bene servono soldi. Ecco allora che le sei amiche si sono coagulate nelle Oche di Pilucone (esiste una pagina Facebook per i più curiosi) e un paio di mesi fa si sono rimesse in moto. Niente vestiti, acconciature o trucchi, ma lana, tanta lana, gomitoli, fusi, matasse e pon pon.

Il primo segnale è stato lanciato da Barbara e in pochi giorni il suo Piano B e l’Officina delle erbe (di Francesca) sono diventati i punti di raccolta della lana rimasta abbandonata in soffitta o nelle cantine. Il messaggio era semplice: regalatela a noi, la trasformeremo in pon pon e i pon pon in oggetti d’arredo. In molti hanno contribuito, scatoloni pieni di matasse sono stati spediti anche da altre città. Tutto grazie al tam tam nato sui social. Sono così nati tappeti, cuscini, ghirlande, sedute per seggiolini e quello che la fantasia e l’estro possono suggerire. Sabato viene tutto presentato ufficialmente (ore 19, “Piano B” in via Gambalunga, 55), perchè poi arriva anche il momento della vendita: il sei, sette e otto dicembre negli spazi di Matrioska.

Intanto fino a quei giorni la lana viene donata, mani silenziose lavorano nella fabbrica che non c’è dei pon pon e i pon pon si ammucchiano nelle scatole e nei sacchetti, colorati e variopinti, in attesa della trasformazione. Com’era quello slogan? Un pon pon è per sempre.

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