Domenica 25 Settembre 2016 | 07:26

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L'ULTIMA FRONTIERA

Turisti fai da te, ora l'hotel si affitta

Nuova formula proposta da due alberghi di Torre Pedrera e San Giuliano. L'Aia: «Il caso è nuovo. La fantasia dei nostri imprenditori è unica»

Turisti fai da te, ora l'hotel si affitta

RIMINI. La crisi che morde, il turismo che perde colpi, la concorrenza a volte selvaggia e arriva l’ultima novità per superare la stagione senza dover abbassare la serranda: affittare l’albergo a turisti che vogliano autogestirsi. L’idea, l’hanno avuta due alberghi della zona: un hotel di Torre Pedrera, 70 posti letto e 21 camere, e uno di San Giuliano mare, 27 camere e 100 posti letto, che hanno affidato il proprio annuncio a un’agenzia viaggi on line marchigiana: offrono l’albergo a gruppi di turisti. Basso il costo: bastano in media 20 euro al giorno a persona per avere la struttura tutta per sé, ma c’è un neo. Chi lo prende, anche se per una sola settimana, dovrà pensare a tutto: dalla gestione della cucina a quella della biancheria.

Perplessità da parte dell’associazione Albergatori: «Non mi risultano richieste in tal senso e non credo che la destinazione d’uso di un albergo sia compatibile con questo tipo di attività, ma l’imprenditorialità non ha limiti, l’importante è che ci siano regole», taglia corto Patrizia Rinaldis a capo della categoria, in provincia. Già, casi simili prima non se ne erano ancora visti, eppure sia all’Aia che in Comune, una richiesta in tal senso era proprio arrivata da una struttura di Torre Pedrera: affittare gli spazi come fosse una casa di villeggiatura.

Ma si può e come si tiene in regola il personale, o ognuno fa da sé? «A Rimini non abbiamo altre strutture che offrono promozioni simili, ma in tutt’Italia sono diversi i casi simili - raccontano da Social Holiday, l’agenzia viaggi on line con base nel Pesarese -: è l’ultima frontiera per gli albergatori in crisi, che invece di chiudere la struttura o darla in gestione ad altri albergatori, la tengono aperta ma abbattendo i costi di personale e gestione». Sì, perché chi la prende in affitto dovrà pensare a tutto: dalla cucina alle lenzuola, dalle stoviglie alla sicurezza. Il rischio non è dunque quello che chi prende in affitto la struttura, in realtà, sia un albergatore improvvisato “a tempo” e che a sua volta subaffitti le camere? «Le regole sono rigide e la responsabilità è di chi prende in affitto: le strutture alberghiere vengono comunque sottoposte a controlli e il gruppo che sottoscrive il contratto deve osservare certi obblighi - dicono dall’agenzia viaggi -. In ogni caso, queste autogestioni vengono firmate per una settimana, al massimo due. Periodi brevi: lunghi il tempo, appunto, di una vacanza».

Dunque, nessun dubbio sul suo utilizzo, lasciano intendere, ma si può? «Il caso è nuovo - spiega Patrizia Rinaldis dell’Aia -. Si tratta di una tipologia mai vista prima per noi, ma la fantasia dei nostri imprenditori è unica. Un imprenditore della zona è venuto anche da noi a chiedere informazioni, ma i dubbi erano tanti. Chiudemmo la questione, spiegando che sapevamo di possibilità simili solo in caso di affitto a una associazione di volontariato o a un ente no-profit, ma se si è trovato un escamotage per garantire il rispetto delle regole, ben vengano le nuove forme di imprenditorialità».

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