Martedì 27 Settembre 2016 | 07:15

RICORSO RESPINTO DAL TRIBUNALE

Trc: il Comune "bocciato" dal Tar ora paga

La sentenza riguarda le varianti all'opera chieste dalla Tosi e ignorate dal Comitato di coordinamento. All'amministrazione le spese processuali da 4 mila euro: soldi a Regione e Agenzia mobilità

 Trc: il Comune "bocciato" dal Tar ora paga

RICCIONE. Il Tribunale amministrativo regionale respinge il ricorso del Comune per fermare il metro di costa (Trc) e lo condanna al pagamento delle spese (caso molto raro nei confronti delle pubbliche amministrazioni), che potrebbe essere legato all’insussistenza di argomentazioni dell’atto presentato. La sentenza riguarda la discussione avvenuta il 6 ottobre. Il Comune ha impugnato la delibera del comitato di coordinamento con la quale non intendeva valutare le varianti al progetto originario dell’opera e presentarle al Cipe (l’organo deputato a pronunciarsi sulle modifiche), ritenendo illegittimo il comportamento di Regione, Comune di Rimini e Agenzia mobilità (Am). La delibera del Tar parla chiaro: non è possibile fermare in alcun modo i lavori del Trc, in quanto il Comune ha aderito all’accordo di programma. A rafforzare il diniego del Tar la condanna al Comune a rispondere delle spese: 2mila euro ad Am e 2mila alla Regione. L’ultima bocciatura si aggiunge a quella collezionata a giugno, con la quale il Tar ha rigettato l’ordinanza con la quale il sindaco Tosi intendeva fermare il Trc. A questo punto Riccione dovrà accelerare l’iter per rilasciare i permessi per proseguire con il cantiere in viale Rimini. Da Am hanno più volte ribadito l’intenzione di richiedere danni a politici e dirigenti che in qualche modo ostacolano il proseguimento dei lavori. Dall’altra parte il Comune ha chiesto di modificare il crono programma del cantiere, evitando in viale Rimini la chiusura totale, e procedere a tratti per impattare in maniera meno forte sia sulla viabilità sia sulle attività economiche. La modifica all’opera avrebbe previsto la creazione della Ztl in viale Rimini e il passaggio della corsia protetta del Trc a fianco dei pini, e nello spazio rimanente la creazione di una pista ciclo-pedonale. Il passaggio delle auto sarebbe stato chiuso e il traffico dirottato sulle vie parallele. La soluzione permetterebbe di eliminare dalla progettazione i cavalcavia, che sono quelli che impattano di più, e di sostituirli con semafori intelligenti (che sarebbero dovuti scattare con l’arrivo del Trc).

 

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