Giovedì 29 Settembre 2016 | 10:24

DECRETO PREVENTIVO D'URGENZA

Sequestrato un "tesoretto" sul Titano

Dopo il sigilli al bar dei vip riccionesi Procura e Guardia di finanza mettono le mani su 650mila euro depositati a San Marino dall'ex gestore

Sequestrato un "tesoretto" sul Titano
RIMINI. Seicentocinquantamila euro. E' la somma complessivamente sequestrata in via preventiva e d'urgenza dalla procura di Rimini (pm Luca Bertuzzi) sulla base degli accertamenti svolti dai militari della sezione mobile del Nucleo di polizia...

RIMINI. Seicentocinquantamila euro. E’ la somma complessivamente sequestrata in via preventiva e d’urgenza dalla procura di Rimini (pm Luca Bertuzzi) sulla base degli accertamenti svolti dai militari della sezione mobile del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Rimini.

Si tratta di soldi depositati su conti correnti sammarinesi, riconducibili all’ex gestore del Green bar, il locale riccionese di viale Ceccarini, sottoposto l’estate scorsa a sequestro e confisca (come misura di prevenzione). Un patteggiamento per tentata estorsione ai danni dell’uomo aveva consentito di applicare ai suoi beni quanto previsto dalle legge antimafia (sebbene nel suo caso siano esclusi legami con la criminalità organizzata).

Nel mirino era finita, infatti, l’eccessiva sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto, oltre al particolare precedente giudiziario. I sigilli al bar erano stati apposti in luglio, ma ben presto il locale ha riaperto i battenti, e continua a funzionare egregiamente, sotto la gestione dell’Agenzia Nazionale dei beni confiscati alla criminalità. In contemporanea con l’operazione amministrativa, i finanzieri avevano anche perquisito l’abitazione del gestore: sospettavano potesse detenere delle armi. In realtà in casa non gli trovarono né pistole, né fucili, ma una documentazione bancaria che riconduceva a conti correnti accesi nella repubblica di San Marino (atti di vendita, acquisto titoli, estratti conto, eccetera). In una cassaforte c’erano invece una tessera bancaria e una doppia chiave molto simile a quella delle cassette di sicurezza.

A quel punto in procura è stato aperto un nuovo fascicolo, di carattere penale, con l’ipotesi di riciclaggio a carico di ignoti. C’era qualcuno coinvolto nel giro di soldi alimentato dall’imprenditore? Attraverso una rogatoria internazionale non è acora arrivata la risposta alla domanda, ma attraverso una puntuale collaborazione con l’autorità italiana e dopo un chiarimento procedurale del Tribunale del Riesame si è arrivati all’esecuzione del sequestro penale della somma depositata sul Titano.

Altro provvedimento appellabile dal diretto interessato, che è assistito dall’avvocato Giuliano Renzi, intenzionato a far valere il suo punto di vista nelle sedi opportune a cominciare dal giudice chiamato a convalidare il sequestro.

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