Sabato 10 Dicembre 2016 | 13:38

LA GUIDA DELL'ESPRESSO

Tre cappelli per l'Osteria del Povero diavolo

Il ristorante di Torriana secondo in regione

Tre cappelli per l'Osteria del Povero diavolo

Pier Giorgio Parini

POGGIO TORRIANA. Il ristorante Povero diavolo, con il suo chef Pier Giorgio Parini, è nell’Olimpo della ristorazione italiana. Si è aggiudicato infatti Tre cappelli, simbolo di eccellenza, nella guida 2015 del settimanale l’Espresso I ristorante d’Italia presentata ieri alla Stazione Leopolda di Firenze.

Sono 27 i ristoranti con Tre cappelli, 81 con Due cappelli, 315 con Un cappello, per un totale di 423 locali con punteggio da 15/20 in su. Al vertice c’è ancora l’Osteria Francescana di Modena (dello chef Massimo Bottura) con un punteggio 19,75/20. L’Osteria del Povero diavolo è salita a 18,5/20 dai 18 punti conquistati nel 2012 e in Emilia Romagna, dopo il ristorante di Bottura, si conferma al secondo posto. «Pier Giorgio dirige la nostra cucina dal 2006: gli abbiamo consegnato le chiavi del locale e lo ha custodito molto bene», commenta Stefania Arlotti, titolare insieme al marito Fausto Fratti del ristorante di Torriana. La cucina del Povero diavolo è senz’altro molto particolare: «Da due anni - spiega Stefania Arlotti - non abbiamo un menù. Il suggerimento è di affidarsi a Giorgio che cambia i piatti ogni giorno in base alla spesa, all’idea, agli stimoli e alle ricerche che conduce sulla cucina. Lo chef propone degustazioni a sorpresa». Il tutto con prodotti rigorosamente stagionali e del territorio.

Ad esempio, in questi giorni Parini propone un dolce alla zucca e uno con carota, aceto e limone. Famoso è il suo infuso al cipresso che profuma i primi piatti come il riso. Altra specialità che Parini ha “sperimentato” in questo periodo è la carne di pecora con cavolfiori e pepe rosa. Tra gli altri prestigiosi riconoscimenti di Parini, c’è il Premio per il miglior chef emergente, tre anni fa. Lo chef, originario di San Mauro Pascoli, ha 37 anni e prima del Povero diavolo ha maturate esperienze al ristorante Le Calandre di Erminio Alajmo e all’Acero rosso di Rimini.

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