Domenica 11 Dicembre 2016 | 05:09

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IL PROCESSO

Sesso con l'amante davanti al figlio: assolta

Il marito l'aveva denunciata per corruzione di minore dopo aver raccolto la confidenza del bambino. La donna era stata sorpresa dal ragazzino: non era consapevole né aveva preteso la sua presenza

 Sesso con l'amante davanti al figlio: assolta

RIMINI. Per aver avuto un rapporto intimo con l’amante davanti al proprio figlio dodicenne, rischiava una pesante condanna. L’imputata, che doveva rispondere del reato di corruzione di minorenne, è stata invece assolta dal giudice dell’udienza preliminare Fiorella Casadei.

A denunciarla era stato il marito, durante la fase della separazione. Raccolta la confidenza del bambino nel primo fine settimana nel quale era a lui affidato dopo la fine del matrimonio, l’uomo si era rivolto alle autorità senza più restituire alla donna il ragazzino. La vicenda risale al 2011. La donna (che era difesa dall’avvocato Catia Gerboni), quando ormai le cose non andavano più bene con il marito, aveva intrecciato una relazione sentimentale con il proprio datore di lavoro, gestore di un albergo del Riminese. E’ in questo contesto che il figlio, forse anche “geloso” della madre, la sorprende in una stanza con l’uomo (tra l’altro molto più maturo di lei) mentre è in atteggiamenti intimi.

Una scena che il ragazzino non solo non dimentica, ma riferisce al padre alla prima occasione. Interrogato dal genitore aggiunge anche una serie di dettagli sull’amicizia tra la mamma e l’albergatore e racconta di effusioni in pubblico e gesti di tenerezza tra loro. Perché sussista il reato di corruzione di minorenne, ipotizzato dall’accusa, era necessario che la donna fosse consapevole e pretendesse addirittura la presenza del bambino, circostanza che sia il pubblico ministero che il giudice hanno escluso. Il racconto del ragazzino era stato cristallizzato nelle forme dell’incidente probatorio, in forma protetta, e lui aveva sì confermato di aver sorpreso la madre con l’uomo, ma dalla testimonianza si è tratta l’impressione che il minore fosse geloso della donna, preoccupato della possibile frattura con il padre e cercasse in qualche modo di spiarne i movimenti.

La negligenza e un po’ di superficialità (un atteggiamento più discreto le avrebbe consentito di evitare i guai) sono comunque costate care alla donna che negli ultimi tre anni ha dovuto rinunciare al figlio, che da allora viva assieme al marito, ma che comunque ha sempre continuato a incontrare. Non è escluso che adesso, finalmente libera da ogni accusa, torni a trattare le condizioni dell’affidamento per poter recuperare il tempo perduto.

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