Sabato 10 Dicembre 2016 | 02:04

BUSTE APERTE CON SORPRESA

AirRiminum vince e prende il Fellini

Assegnata la gestione provvisoria alla cordata costituitasi pochi giorni prima del bando

 AirRiminum vince e prende il Fellini

RIMINI. Aperte le buste per l’assegnazione provvisoria della gestione trentennale dell’aeroporto Fellini: vince a sorpresa la cordata di imprenditori della società AirRiminum, gli ultimi ad arrivare sulla scena vista la loro costituzione fatta il 9 luglio scorso - capitale di 120mila euro - appena cinque giorni prima la scadenza per presentare le offerte a Enac. La società l’ha spuntata sulle altre tre pretendenti, gli americani di Aviacom, i russi di Novaport e il gruppo Consorzio per l’aeroporto e Abn. Un risultato a sorpresa quello di ieri a Roma, che ha creato non pochi malumori tra gli altri pretendenti, considerato anche il fatto che AirRiminum è riuscita a ottenere il massimo punteggio a disposizione, tutti gli 85 punti messi “in palio” da Enac. Il bando prevedeva infatti quattro diverse aree sulle quali le società dovevano presentare delle proposte.

E AirRiminum, che avrà tempo un mese per versare i 3 milioni e 100mila euro previsti dal bando come capitale, ha sbancato tutti: 30 punti su 30 sul capitolo “strutture organizzative”; 20 su 20 su “strategie societarie e sviluppo aeroporto”; 20 su 20 su “piano investimenti”; 15 su 15 su “piano economico finanziario”. Un filotto con pochi precedenti, come hanno confermato anche gli altri pretendenti rimasti a bocca asciutta, che adesso dovranno attendere 35 giorni prima di potere accedere agli atti e capire nei contenuti quale tipo di offerta ha fatto la AirRiminum per riuscire a spuntarla. Una volta scoperte le carte, le altre società potranno così avanzare eventuali ricorsi.

Di certo c’è che le altre tre sono state staccate di numerose lunghezze. Al secondo posto, con 50,51 punti, si è infatti piazzata Aviacom (con Siem, Elite Service, Aircoop): è la cordata dell’americano Robert Halcombe che ha già presentato l’offerta per gestire lo scalo di Forlì. Al terzo c’è Novaport, la società satellite della corporation Aeon del magnate russo Roman Trotsenko, che mirava a trasformare Rimini nella porta dell’Est con collegamenti capillari verso tutto il territorio russo e anche con la Cina: ha ottenuto 49,27 punti grazie agli ulteriori 15 punti avuti con l’offerta da 3,1 milioni di euro, gli unici a farla, presentata per i beni lasciati dal vecchio gestore Aeradria. Il Consorzio per l’aeroporto e Abn, quarti in gara, puntavano invece ad ampliare le rotte di Rimini verso i Balcani e potenziare il traffico cargo nel settore agroalimentare: hanno ottenuto 46,48 punti.

Ora quindi si apre la nuova fase: l’Enac farà scattare le verifiche amministrative per capire se le proposte di chi si è aggiudicato la gestione sono concrete; il Consiglio di amministrazione ha fissato per il 22 ottobre l’eventuale ratifica dell’esito della gara. Dopo di che serviranno circa tre mesi perché l’Enac completi le certificazioni: si arriverà così a inizio 2015, ben oltre il 31 ottobre, data in cui scade la gestione provvisoria dell’aeroporto da parte del curatore fallimentare Renato Santini, dopo il crac di Aeradria. Ecco perché si attende la proroga da parte del Tribunale di Rimini perché lo scalo resti aperto fino al passaggio di consegne.

Al vaglio dell’Enac quindi ora finirà la proposta di AirRiminum, società su cui aleggia un certo mistero e che ha come amministratore delegato il commercialista romano Leonardo Corbucci, con studio ai Parioli, così come nel quartiere capitolino ha sede Eurafrica Merchant spa, la società di cui era socio e incaricata nel 16 luglio 2013 dalla Provincia per cercare investitori privati per Aeradria, che ancora non era fallita. Legata poi a AirRiminum c’è Ambromobiliare, società milanese di consulenze finanziarie, che a sua volta ha svolto un ruolo di consulenza per l’ultima gestione di Aeradria. Non solo, a rendere più nebuloso il quadro, secondo quanto riportato dal settimanale Espresso, c’è anche il fatto che a tirare le file dietro AirRiminum ci sarebbe Florio Fiorini, 73enne ex direttore finanziario di Eni, «vecchia conoscenza della finanza italiana e delle aule di Tribunale, che ha messo gli occhi sullo scalo romagnolo: prima ha acchiappato la consulenza della Provincia, in cerca di acquirenti per le quote dell’aeroporto, attraverso la Eurafrica Merchant. Poi ha alzato l’asticella».

 

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