RIVOLUZIONE SULL'ARENILE

Cabine in spiaggia, strada aperta per l'Imu

Lo stabilimento del Grand Hotel già paga il tributo, un precedente per tutta la riviera

13/01/2014 - 11:00

Cabine in spiaggia, strada aperta per l'Imu

RIMINI. Proprio quando l’Imu toglie il sonno a cittadini e amministratori, dall’Agenzia delle entrate giunge una notizia che potrebbe sconvolgere per sempre l’equilibrio che regna sulla spiaggia: le cabine sono costruzioni vere e proprie, avere una rendita, essere accatastate e pagare l’Imu.

Il fatto. Ai tempi delle primarie del Pd per andare a Roma, l’assessore al demanio Roberto Biagini affida al dibattito elettorale un tema: fare pagare l’Imu alle cabine al mare. Possibile? I chioschi e i bar già lo fanno. Ovviamente il ragionamento scatena fior di polemiche, soprattutto fra i bagnini che se intuiscono di dovere mettere mano al portafoglio come tutti gli altri mortali, apriti cielo. In pratica la questione è la seguente. Per potere riscuotere il tributo il fabbricato deve avere una rendita ed essere accatastato: è il caso dei bar e dei chioschi sul demanio. Le cabine invece sono considerate di facile rimozione, non sono accatastate e quindi nulla devono versare. La materia è nella mani dell’Agenzia delle entrate.

Il precedente. Sempre nel 2013, in piena polemica, si scopre che lo stabilimento balneare del Grand Hotel versa l’Imu per 58 cabine. Si tratta di mattoncini per i quali già nel 1986 era stato chiesto un condono edilizio. Non si tratta certo di cifre milionarie, poche migliaia di euro. Diverso il discorso se tutto l’arenile fosse tassabile.

La svolta. Ecco, arriviamo al punto. L’operazione Grand Hotel negli ultimi giorni del 2013 ha offerto un tassello che in prospettiva potrebbe regalare ampie soddisfazioni alle casse pubbliche. Dopo una opportuna richiesta del Collegio dei geometri, l’Agenzia delle entrate il 13 dicembre ha comunicato che la «corretta catalogazione degli stabilimenti balneari dovrà eseguirsi nella categoria D8».

Tutto questo è appunto legato all’istanza di condono, alla concessione edilizia ottenuta in sanatoria, al nullaosta rilasciato dalla Soprintendenza.

Come può finire. Ottenuta la sanatoria e stabilito che le cabine possono a questo punto essere considerate nuove costruzioni, il Grand Hotel ha ottenuto l’attribuzione di una rendita catastale ben precisa (D8) con la quale versare il tributo.

A questo punto chi queste questioni le analizza, non può fare a meno di notare che le cabine piantate nella sabbia della riviera non sono poi così diverse da quelle del Grand Hotel. Siccome hanno una rilevanza edilizia ci si chiede se è ancora possibile considerarle semplicemente opere di facile rimozione, oppure se non sia il caso di allargare il bacino contributivo.

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