Mercoledì 28 Settembre 2016 | 15:38

L'ORGANIZZATORE AL CONTRATTACCO

Succi fa causa a Gloria Gaynor

Citazione con richiesta danni alla cantante per il rifiuto

 Succi fa causa a Gloria Gaynor

RIMINI. Gianni Succi al contrattacco. I suoi legali hanno infatti presentato al tribunale di Rimini una citazione con richiesta danni nei confronti della cantante statunitense Gloria Gaynor. L’atto si riferisce a quello che dall’interessato viene definito improvviso e imprevedibile rifiuto dell’artista americana a esibirsi durante il concerto “The Best Disco in Town”, fissato per il 16 agosto scorso nel “capoluogo” delle vacanze. Il gesto (nato però stando all’entourage della cantante da un’inadempienza contrattuale dell’organizzatore), secondo i ricorrenti ha creato grave danno economico e d’immagine a Gianni Succi e dovrà essere verificato e quantificato, a suo avviso, dall’autorità giudiziaria civile.

«Sono dispiaciuto di questa scelta. - spiega - Ma in tanti anni di lavoro nel mondo dello spettacolo, ricordo soli eventi molto apprezzati come il recital di Roberto Benigni, Ennio Morricone e Nicola Piovani, non avrei mai creduto che problemi legati a un inconveniente, per quanto spiacevole e di grandi dimensioni, diventassero un “linciaggio” pubblico e privato nei confronti della mia società, della mia persona e della mia correttezza umana e personale». Succi intende chiarire l’accaduto. «Ancora oggi, nella percezione di alcuni spettatori e di parte dell’opinione pubblica l’evento del 16 agosto è considerato un “bidone”, una sorta di truffa (e c’è chi tra gli spettatori si è rivolto ai carabinieri ndr). Il sottoscritto in fuga nella notte e con in tasca i soldi di un ricco incasso - continua Gianni Succi - Tutto ciò non è vero. È falso. Io sono il danneggiato, il più grande dei “truffati, insieme a chi voleva ascoltare la Gaynor. I giudici avranno il compito di accertarlo».

Il concerto, tiene a precisare, si è regolarmente tenuto con l’esibizione di due su tre degli artisti in scaletta. Un’ora e mezza di musica con la formazione italiana “Ensamble Symphony Orchestra” e il complesso americano “The Trammps”. Questi ultimi un grande successo, a leggere le cronache della stampa. Ciò che è mancata al programma originale è stata la performance della Gaynor. Per Succi si tratta di un semplice dettaglio. Ma il pubblico aveva pagato salato il biglietto, soprattutto per lei.

«La cantante - si legge in una nota dell’ufficio stampa di Succi - ospitata come da accordi con l’organizzazione a Pesaro, Hotel 5 stelle, berlina con autista, già ricevuti 31 mila e 500 dollari di cachet per lei e il suo gruppo, per un live act di 30 minuti e un “medley” su Donna Summer, si è però rifiutata di salire sul palco una volta arrivata a Piazzale Fellini. Da notare che il cachet medio della Gaynor è di 25 mila dollari e che nel caso del concerto riminese dovevano esserle consegnati, la sera dell’evento, solo gli ultimi 8 mila dollari necessari a completare il compenso stabilito in 40 mila dollari. Per comune accordo, da saldare con una cifra attorno ai 4 mila euro». Si tratta di questioni ancora al vaglio e di cui si occuperanno i rispettivi avvocati. Succi in ogni caso contesta le motivazioni addotte dalla Gaynor per il suo rifiuto come la presunta impossibilità dell’organizzazione di garantire il pagamento delle spese di produzione (luci, audio, etc) e alla sua band. Ragioni ribadite in un tweet e in successive interviste e dichiarazioni, con cui ha pesantemente attaccato la professionalità e l’onorabilità della “Succi and Partners”.

Secondo l’avvocato Astorre Mancini, che segue la vicenda dal punto di vista civilistico: «L’artista ha percepito l’80 per cento dell’ingaggio pattuito. Avrebbe ottenuto il saldo a fine concerto. La decisione di non esibirsi è violazione del contratto. Inoltre ha trattenuto l’importo ricevuto senza una clausola contrattuale in tal senso e in assenza totale della prestazione».

«Mi scuso ancora una volta con fan. sponsor, istituzioni e tutta Rimini - è il mea culpa di Succi -. In qualità di organizzatore mi sento responsabile di quanto accaduto. Ho sottovalutato la complessità organizzativa dell’evento e le difficoltà di “gestione” di Gloria Gaynor. Non è però accettabile scaricare sulla mia persona palate di fango basate su accuse false.

Succi, infine, promette prima o poi di trovare il modo per rispondere alla delusione di chi desiderava ascoltare durante “The Best Disco in Town”, anche la performance di Gloria Gaynor.

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