Sabato 03 Dicembre 2016 | 10:38

A COVIGNANO

Festival della cucina con gli "Angelini boys"

Da venerdì a domenica

Festival della cucina con gli "Angelini boys"

Gino Angelini

RIMINI. Reinterpretare le ricette del proprio maestro in una gara di cucina all’ultimo coltello. E’ quello che faranno i cosiddetti “Angelini’s boys” sabato, alle 17, al parco Galvanina, nell’ambito del Festival della cucina italiana che comincia venerdì per finire domenica.

«Voglio proprio vedere come faranno», scherza Gino Angelini, chef riminese di fama internazionale che da quasi 20 anni ha conquistato i palati degli americani grazie alla cucina romagnola e riminese. «Loro sono più giovani di me, molto bravi, stanno facendo carriera, lavorando in autonomia. E’ da diverso tempo che non ci vediamo, sarà un revival interessante». E, oltre che interessante sarà anche gustoso assaporare piatti preparati accanto al loro maestro, rispolverando i tempi in cui alcuni di loro facevano stage o lavoravano insieme nelle varie cucine della riviera tra cui all’hotel Des Bains di Riccione, da dove Angelini è salito nell’Olimpo degli chef.

A contendersi i palati saranno Raffaele Liuzzi della locanda Liuzzi di Cattolica; Massimiliano Poggi del Cambio di Bologna; Luca Angelini, ora in partenza per la Birmania; Tiziano Rossetti, insegnante ad Alma, la prestigiosa scuola di cucina; Cristian Pratelli, responsabile di Summertrade.

Cosa riesce a dare vita a una scuola Angelini? «Una persona deve avere dentro la passione per questo mestiere - spiega Angelini - devi essere prima di tutto un esempio, poi vengono i consigli e le correzioni perché è facile sbagliare e la concentrazione va sempre mantenuta. Allora, quando ci siamo conosciuti eravamo molto uniti, si era formato un movimento. Poi, quando si sta a lungo tempo insieme si forma l’amicizia: il team in cucina è fondamentale. Da solo non si fa nulla, è come in un’orchestra: la musica è bella se tutti suonano bene».

Ma il segreto è quello della semplicità. «Nella mia osteria a Los Angeles faccio cucina classica, quella che mi ricorda Rimini anche se con influenze messicane e da tutto il mondo. Il segreto è la semplicità e la grande qualità dei prodotti: se li sai usare senza rovinarli hai fatto bingo».

Angelini è di casa al festival anche perché la kermesse itinerante del gusto nel 2011 lo ha premiato chef dell’anno con il trofeo Galvanina, consegnatogli dalle mani di Gianfranco Vissani, altro grande della cucina italiana.

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