Sabato 03 Dicembre 2016 | 10:39

L'INCHIESTA PER TRUFFA

Fondazione Meeting, chiesto il processo

Richiesta di rinvio a giudizio per l'ente oltre che per i tre indagati: non avrebbe impedito il reato

Fondazione Meeting, chiesto il processo

RIMINI. Richiesto il rinvio a giudizio per la Fondazione Meeting e per i tre indagati nell'inchiesta per truffa condotta dalla Guardia di finanza. Il rinvio della fondazione, oltre alle tre persone fisiche, è legato al nesso nell'illecito amministrativo contestato: per l'accusa non ha impedito che il reato si consumasse. L'udienza è stata fissata per il 13 marzo.

Al centro dell'indagine conclusa nel dicembre 2012, che ha portato al sequestro di beni per circa un milione e 200mila euro, ci sono fondi pubblici ottenuti per l'accusa attraverso la falsificazione di rendiconti. Gli amministratori avrebbero abbassato i ricavi e alzato i costi della pubblicità in modo da far risultare una perdita di bilancio. Tre le persone denunciate: Massimo Conti, 59enne commercialista, legale rappresentante della Fondazione Meeting, Sandro Ricci, 56enne direttore generale, e Roberto Gambuti, 56enne direttore amministrativo. Sempre secondo l'accusa sarebbero stati riscossi indebitamente fondi pubblici per 310mila euro ricevuti nel 2009 e nel 2010 da Regione, Provincia, Camera di commercio e ministero dei Beni culturali. Nel corso del controllo delle “fiamme gialle” è stato accertato che la Fondazione aveva stipulato un contratto con una propria controllata avente per oggetto la raccolta delle sponsorizzazioni per lo svolgimento della manifestazione; sono stati inoltre esaminati alcuni rapporti commerciali intervenuti fra la Fondazione Meeting e alcune società caratterizzate dal comune riferimento culturale al movimento di Comunione e Liberazione, controllate dalla associazione Compagnia delle Opere di Milano. Per ottenere i finanziamenti pubblici, secondo l’indagine coordinata dalla procura di Rimini che ha portato ai provvedimenti cautelari firmati dal gip, la Fondazione avrebbe indotto in errore gli enti pubblici, dimostrando falsamente un passivo. I tre amministratori secondo le accuse, a vario titolo, avrebbero avuto gravi e precise responsabilità sia nella ideazione che nella realizzazione del disegno criminoso che ha permesso al Meeting di ottenere i contributi illeciti. L’ente Fondazione Meeting è stato, inoltre, segnalato all’autorità giudiziaria in ordine alla responsabilità amministrativa per fatto illecito di propri dipendenti ai sensi del decreto legislativo 231/01.

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