Lunedì 05 Dicembre 2016 | 17:34

LA TRAGEDIA DELLA COSTA CONCORDIA

Dolore infinito, ora spunta il teschio

Trovati sulla nave dei resti che potrebbero essere di Maria Grazia moglie di Elio Vincenzi

 Dolore infinito, ora spunta il teschio

 

RIMINI. La speranza di poter riunire i resti della propria moglie è attaccata all’esito degli esami che verranno condotti in queste ore sul teschio e sul braccio trovati nel relitto della Costa Concordia, naufragata due anni fa all’isola del Giglio.

Elio Vincenzi, marito di una delle trentadue vittime dell’incidente, è già stato contattato dalla Protezione civile e dai responsabili della Costa crociere: lo hanno avvisato che quei resti potrebbero essere di sua moglie Maria Grazia Trecarichi, il cui corpo fu ritrovato privo della testa e di altre parti. «Mi hanno chiamato - conferma Vincenzi - per dirmi che hanno trovato quel che resta di una testa e di un braccio nella zona della nave dove c’erano gli altri resti di mia moglie. So che sono già a disposizione del medico legale che eseguirà gli esami del caso. La dentatura fornirà elementi significativi: Maria Grazia aveva un dente di porcellana con impianto. Oggi (ieri, ndr) verrà effettuato l’esame per accertare se si tratta di ossa maschili o femminili e poi a breve verrà eseguito il test del Dna. Basterà fare la comparazione con quello già prelevato». Questione di qualche giorno e si conoscerà la verità. «Ho provato una certa emozione quando mi hanno informato di questi sviluppi - ammette Vincenzi -. Spero che i resti siano quelli di mia moglie per poterli riunire nella stessa bara e mettere per sempre la parola fine su questa triste vicenda. E spero possa essere lo stesso per i parenti di tutte le altre vittime della tragedia. Mercoledì sera ho sentito Kevin, il fratello di Russel Rebello, il cameriere indiano, perché le ossa potrebbero appartenere anche a lui. Ma in base al luogo del ritrovamento, il ponte 3, mi sento di dire che sono quelle di mia moglie».

Riguardo al fatto di cronaca che in queste ore sta sollevando polemiche e indignazione, l’invito del capitano della Concordia, Francesco Schettino, a tenere all’università La Sapienza di Roma una lezione su come “gestire il panico”, Vincenzi commenta: «La trovo una cosa estremamente offensiva nei confronti di mia moglie e di tutte le altre vittime. Quel che più mi indigna è il fatto che un docente lo abbia invitato. È una scelta fuori da ogni comprensione. Il suo comportamento si può prendere al massimo come esempio opposto visto che lui, il comandante, in quella tragica notte ha abbandonato la nave».

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