Lunedì 26 Settembre 2016 | 22:46

LA CRISI

Crediti delle imprese, Rimini paga dopo

Solo il 42,7% salda alla scadenza le fatture ai propri fornitori: ultimo posto per Rimini

Crediti delle imprese, Rimini paga dopo

RIMINI. Nel primo trimestre dell’anno solo il 42,7% delle imprese di Rimini ha pagato alla scadenza le fatture ai propri fornitori, mentre il 45,1% ha saldato con un ritardo fino a 30 giorni oltre il termine e il 12,2% con un ritardo superiore ai 30 giorni. Una performance inferiore alla media regionale, ma migliore di quella nazionale, che vale alla provincia l’ultimo posto in Emilia Romagna nella classifica della puntualità, in cui si segnala l’evidente peggioramento dei ritardi gravi, passati in quattro anni dal 5,3% del 2010 al 12,2% attuale.
È quanto rivela lo Studio Pagamenti 2014 realizzato da “CRIBIS D&B”.
In Emilia Romagna, Modena risulta la provincia più virtuosa con il 50,6% di imprese puntuali, seguita da Reggio Emilia (50,1%), Piacenza (49,1%), Parma (48,9%), Forlì e Cesena (48,8%), Bologna (48,7%), Ferrara (46,3%), Ravenna (43,5%) e, in coda, Rimini, con appena il 42,7% di imprese regolari.
Nella media regionale, il 48% delle imprese ha saldato alla scadenza le fatture ai propri fornitori, mentre il 42,5% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni medi dai termini concordati e il 9,5% con un ritardo oltre i 30 giorni.
Quella dell’Emilia Romagna è la migliore performance tra le regioni italiane, ben superiore sia alla media nazionale (38,8% di imprese puntuali, 45,9% di ritardi entro in 30 giorni, 16,1% di ritardi oltre i 30 giorni), che a quella del Nord-Est (pagamenti regolari pari al 46,9%, ritardi entro i 30 giorni 43,7% e ritardi oltre i 30 giorni 9,4%). Ma anche a livello regionale il trend degli ultimi 4 anni, segnala - a fronte di un aumento positivo dei pagamenti puntuali (più 17,6%) - dall’altro un incremento del 102% dei ritardi oltre i 30 giorni dai termini concordati.
«Da una parte continua il processo di istituzionalizzazione dei ritardi nei pagamenti commerciali - commenta l’ad Marco Preti -. Dall’altra, alcune imprese non riescono più a stare sul mercato e ritardano oltre modo il saldo delle fatture».

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