Domenica 04 Dicembre 2016 | 13:13

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Quattro offerte per l'aeroporto

In prima fila imprenditori italiani con interessi sugli scali di Palermo e Trapani

 Quattro offerte per l'aeroporto

 

RIMINI. Sono quattro le offerte presentate sul tavolo dell’Enac, entro le 13 di ieri, per aggiudicarsi la gestione dell’aeroporto di Rimini. Nomi sui quali, per ora, l’Ente nazionale dell’aviazione civile mantiene il massimo riserbo.

Le offerte. L’offerta certa è quella del Raggruppamento temporaneo di imprese (costituito nel 2013) denominato Consorzio per lo sviluppo dell’aeroporto Rimini - San Marino (capofila e mandatario) unitamente al Consorzio Abn a&b network sociale (mandante) e che raduna una decina di imprese del settore aeroportuale.

Il consiglio di amministrazione ha come presidente, in rappresentanza dei soci esteri, l’avvocato Pier Francesco Campana e, in rappresentanza degli operatori italiani, il vice presidente Giovanni Maniscalco (già presidente di AssAeroporti, consigliere di Assoclearnace, presidente e ad degli aeroporti di Palermo e Trapani). Il socio mandante, Consorzio Abn a&b network sociale, Società Cooperativa Sociale, con un capitale sociale di oltre 3,5 milioni di euro è composta da 44 soci con una forte impronta di socialità.

La proposta presentata prevede investimenti fino a 50 milioni di euro nella struttura aeroportuale, con interventi innovativi, finalizzati anche all’area non aviation, allo scopo di rilanciare l’intera attività sia passeggeri che cargo del Fellini. Advisor è la società Nomisma, che ha operato nella predisposizione dell’offerta di gara, mentre gli aspetti legali e societari sono stati curati dallo studio R&P Legal.

Fra le altre offerte pare certa la partecipazione al bando di Robert Halcombe che guida il Sovereign Group, con sede nello stato americano della Virginia, lo stesso imprenditore che ha partecipato (con altri soci) al bando per lo scalo di Forlì. Halcombe è importatore di combustibile per aviogetti con una serie di attività anche in Russia, sul Mar Nero. L’idea sarebbe quella di creare delle sinergie fra i due aeroporti della Romagna puntando sul rilancio sia del traffico passeggeri che su quello delle merci, con una dinamica logistica e commerciale che passa tramite la scontistica sul costo del carburante. Una terza offerta dovrebbe essere composta da un altro consorzio di imprenditori italiani. Mentre la quarta busta dovrebbe portare la firma da una importante compagnia russa, interessata ad espandere il suo raggio di azione sul mercato italiano tramite l’acquisizione dello scalo di Miramare.

Come funziona. Venerdì prossimo 18 luglio (alle 10) è prevista la prima seduta, aperta al pubblico, della Commissione di gara, durante la quale si svolgerà l’apertura ufficiale delle buste. Da quel momento l’Enac si riserva 180 giorni di tempo entro i quali operare la scelta. La gestione verrà aggiudicata sulla base dell’offerta con il miglior punteggio con riferimento ai seguenti elementi: struttura organizzativa del concorrente (che vale il maggior numero di punti), strategie societarie per lo sviluppo dello scalo, piano degli investimenti, piano economico finanziario (offerta minima 3 milioni, quota non vincolante ma che in difetto porta all’azzeramento dei punti), compenso per le opere eseguite dalla precedente gestione fino ad un massimo di 6 milioni e 653.977 euro (cifra che corrisponde al valore degli investimenti realizzati e non ammortizzati). Il bando Enac prevede un capitale sociale minimo di 120mila euro a copertura degli investimenti strutturali di Aeradria da aumentare fino a quota 3 milioni e 98.741 in caso di aggiudicazione del bando.

L’altro bando. Al bando Enac si affianca direttamente quello proposto dalla società Aeradria in fallimento. Prezzo a base d’asta pari a 10 milioni di euro per impianti e attrezzature amovibili, mezzi di rampa, arredi e mobili, macchine elettriche ed elettroniche, software e sito internet, avviamento, diritto d’indennizzo. Il curatore Renato Santini sarà però molto più veloce dell’Enac e ha stabilito che il 22 luglio renderà nota la migliore offerta relativa al bando. Aspetto ritenuto fondamentale è la volontà di riassorbire i 78 dipendenti del Fellini.

 

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