Lunedì 05 Dicembre 2016 | 13:31

IL TRC DELLA DISCORDIA

Metrò, cantiere scortato dagli agenti

La Prefettura autorizza l'uso della forza pubblica. Il sindaco Tosi: non cedo, è un braccio di ferro

 Metrò, cantiere scortato dagli agenti

 

RICCIONE. La Prefettura ha concesso ad Agenzia mobilità l’uso della forza pubblica per garantire la prosecuzione dei lavori del Trc. Ormai è un braccio di ferro con l’amministrazione guidata da Renata Tosi. Ieri sono ripartiti i lavori in viale Portovenere con lo sfrondo delle chiome di alcuni alberi. «Una grave provocazione da parte di Am», la definisce il sindaco di Riccione. «Una vera prova di forza, vorrà dire che allenerò i muscoli».

I mezzi meccanici si sono messi all’opera all’indomani della presentazione da parte del Comune dei tre progetti alternativi al passaggio del Metrò, rispetto alla sopraelevata che si sta realizzando. «Per discutere le alternative ieri è stato convocato per il 15 luglio il Comitato di coordinamento - prosegue la Tosi -, mentre mercoledì sarò a Roma al ministero delle infrastrutture insieme a Alfredo Peri, l’assessore regionale, che ha dato disponibilità dal punto di vista politico a risolvere la questione».

Sul cantiere si è riversata una trentina di contestatori, tre donne che hanno scavalcato la rete sono state identificate: l’episodio è stato segnalo alla Procura che prenderà le decisioni del caso.

Agenzia mobilità aveva programmato ieri solo alcune ore di lavori propedeutici al taglio dei pini, che riprenderanno lunedì con la “scorta” delle forze dell’ordine che interverranno in caso ci siano tentativi di introdursi nel cantiere. Ieri sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia. «Non ho dubbi che la Prefettura abbia fatto il possibile - prosegue il sindaco - il cantiere è ripreso alle 9, a me la comunicazione è arrivata alle 9,05. La Prefettura avrebbe chiesto ad Am di ripartire da un punto meno sensibile, in quanto hanno un chilometro su cui lavorare, invece hanno iniziato proprio dai pini di viale Portovenere, tagliando la chioma in una maniera inspiegabile. La interpreto come una prova di forza».

La principale delle tre proposte dell’amministrazione è il passaggio del Trc in viale D’Annunzio, uscendo dalla sede protetta all’altezza di via Angeloni e la riorganizzazione del Piano del traffico urbano, con chiusura di alcuni tratti del lungomare per consentire al Metro di rispettare la frequenza di 7,5 minuti. Le altre ipotesi prevedono la prosecuzione del Trc nei viali Rimini-Portovenere con o senza fermate escludendo interventi infrastrutturali, integrando il Metrò con le linee del filobus 11 e 10.

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