Domenica 25 Settembre 2016 | 09:09

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PROTESTA IL CIRCOLO NAUTICO

Viserba, il porto insabbiato

Turisti infuriati: sparito anche un moletto con le panchine

Viserba, il porto insabbiato

RIMINI. Non c’è pace per il Circolo nautico di Viserba. Proprio quando la Festa delle Acque fa registrare il suo momento clou, il “porticciolo” a nord della riviera si trova con un pontile accorciato, panchine abbattute e uno spostamento di sabbia che di fatto blocca il ricambio idrico, con effetti poco gustosi sulle narici dei bagnanti. Il presidente Giuliano Perazzini non sa più a che santo appellarsi, chiede all’amministrazione comunale di intervenire al più presto: così non è possibile andare avanti. Anche perché si aggiungono problemi al disservizio maggiore: la mancanza di permessi per montare la tenda, una mancanza per la quale sono stati cancellati 28 eventi turistici.

Il caso. Già nei giorni scorsi, il presidente Perazzini aveva puntato i riflettori su una questione esplosa negli ultimi mesi e per la quale pare sia impossibile trovare una soluzione in tempi brevi: il tendone da cento metri quadrati tenuto in stand by. «Dopo 25 anni - aveva denunciato - in cui non c’erano stati problemi, ora siamo costretti ad attendere che il Comune prenda una posizione, perchè così com’è la situazione saremmo costretti a montare e a smontare la struttura alla fine di ogni evento».

Senza fine. Da un paio di giorni, però, il Circolo velico di Viserba non ha pace. Un paio di giorni fa una chiatta è intervenuta per “smantellare” una porzione di pontile finito nel mirino di un esposto e alla fine giudicato irregolare.

«Era lì da trent’anni - tuona Perazzini -. E’ intervenuta la polizia marittima e l’abbiamo dovuto smontare, ci è costato anche 7mila euro».

Le brutte notizie non finiscono qua. Perchè la draga, quando è intervenuta per togliere i pali di sostegno, alla fine ha causato uno spostamento di sabbia che è andata a ostruire l’imbocco del porticciolo. Morale: le barche non possono uscire («ma questo accadeva anche prima, venti centimetri d’acqua o niente non fa differenza»), il problema è che non c’è più ricambio idrico.

«C’è un gran tanfo - tuona Perazzini - i bagnanti si lamentano. Si lamentano anche perchè ci hanno fatto togliere un paio di panchine sulle quali la gente si sedeva al fresco per riposarsi. I turisti sono arrabbiatissimi, vogliono addirittura raccogliere le firme».

Infine, all’elenco delle “vergogne” non può mancare il tendone. «Non ce lo fanno montare, non sappiano che fare. Abbiamo dovuto annullare 28 manifestazioni: albergatori e bagnini sono arrabbiatissimi. E’ una vergogna».

La replica. Dal Comune spiegano che la situazione è molto complicata. Sul tendone è intervenuta una legge regionale del 2013, molto rigida nelle autorizzazioni.

Per quanto riguarda la pulizia del porticciolo, si ricorda che ci troviamo di fronte alla fossa Sortie che ha pure un utilizzo nautico. La manutenzione è sempre stata predisposta dall’amministrazione, ma c’è chi ha posto dei dubbi sull’utilizzo di risorse pubbliche in una struttura usata anche da privati. «Ci sono stati esposti e gli organi di polizia giudiziaria hanno chiesto informazione» spiega l’assessore al demanio Roberto Biagini.

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