Sabato 10 Dicembre 2016 | 02:04

GLI OMICIDI DI RIMINI E MOZZATE

Dritan: «Silvio lo abbiamo ucciso insieme»

Il pasticcere coinvolge sempre più Monica. Si sarebbe seduta sopra Mannina per immobilizzarlo

 Dritan: «Silvio lo abbiamo ucciso insieme»

 

RIMINI. Omicidio Mannina. Altrochè cercare disperatamente di convincere l’amante a risparmiare Silvio. «Monica dopo che l’ho mandato al tappeto con un pugno, gli si è seduta sopra fino a quando non ha telefonato a Lidia».

Sarà stato lo sguardo cupo della “dama nera” durante l’incidente probatorio, quando Monica gli ha risposto «c’è poco da ridere», ma Dritan Demiraj il killer di via dell’Abete sembra proprio voler “far fuori” anche la donna che lo ha aiutato a incastrare l’ultimo fidanzato della sua ex (Silvio Mannina) e Lidia Nusdorfi, la mamma di suo figlio. E per farlo già da alcuni giorni ha chiesto di poter essere ascoltato dalla procura di Rimini diventata competente sulla mattanza andata in scena tra il 28 febbraio e il 1 marzo. Una mattanza che, conferma il pasticcere, ha visto come detto Monica piena protagonista nell’adescamento di Mannina e poi nella sua fine, strangolato nella propria camera da letto (spacciata dalla Sanchi come la sua) con un filo elettrico quando dal suo cellulare sono comparse (?) le immagini di un incontro hard tra lui e Lidia. Esecuzione avvenuta con Monica che non si era ancora rivestita. Per far abbassare le difese a Silvio, infatti, una volta in casa si è diretta direttamente in camera da letto dove si è tolta la maglia dando il via ai preliminari con Mannina. Dritan, al rifiuto di Silvio di chiamare Lidia per organizzare l’incontro a Milano il giorno seguente, lo ha neutralizzato con un diretto in mezzo al volto che l’ha tramortito permettendo a Monica di sedersi sopra e immobilizzarlo. Tutto questo in una casa deserta: non c’erano i due figli che continua a chiedere di poter vedere, non c’era neanche il misterioso passeggero del viaggio a Mozzate il giorno seguente, il fratello di un amico arrivato da Roma e che aveva bisogno di un passaggio a Milano. E non c’era, soprattutto, lo zio che quella sera avrebbe sì suonato come fa abitualmente alla sua porta ma che Dritan assicura d’aver mandato via, con una scusa, senza aprire. Quanto c’è di vero in questa nuova versione Dritan? Monica Sanchi (avvocato Nicola De Curtis) probabilmente potrà dire la sua già il 2 giugno, data in cui tornerà libera per la scadenza della carcerazione a termine. Di sicuro, il 10 giugno, potrà finalmente parlare con gli inquirenti riminesi Simona Mannina (assistita dall’avvocato Alessandro Buzzoni) sorella di Silvio la cui salma, purtroppo, non ha ancora potuto ricevere degna sepoltura.

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