LA CITTA' CHE CAMBIA

Ponte di Tiberio senz'auto: il Borgo promuove la rivoluzione

Il sindaco Andrea Gnassi svela tempi e novità: L'amministrazione comunale ha messo in campo 3,5 milioni di euro

24/04/2014 - 10:13

 Ponte di Tiberio senz'auto: il Borgo promuove la rivoluzione

RIMINI. «Sarà dura. Sarà complicato. Qualcosa non funzionerà. Ma se non si cambia, Rimini resta in crisi». Il sindaco Andrea Gnassi chiude così l’incontro dedicato alla pedonalizzazione del Ponte di Tiberio, anche se il titolo è riduttivo: si tratta in effetti della riqualificazione di una porzione pregiata della città. L’assemblea organizzata da Società de Borg e Associazione Borgo San Giuliano, è andata bene. «Il progetto è piaciuto a tutti» hanno commentato Stefano Tonini e Arturo Pane. Le perplessità sono legate alla sostenibilità del traffico. In ogni caso la “rivoluzione” è partita con il piede giusto, il confronto con i residenti è ovviamente aperto. L’obiettivo del Comune è quello di bloccare le automobili nel 2015.

Tanti auguri. Quest’anno il Ponte di Tiberio compie 2mila anni. L’idea era quella di brindare senza i motori a scoppio, accendendo il semaforo rosso in settembre. Troppo presto, però. Residenti e operatori hanno chiesto di procedere successivamente, con la viabilità alternativa in fase avanzata di sperimentazione. Martedì sera l’Associazione del Borgo e la Società de Borg hanno organizzato un’assemblea pubblica dedicata alla “pedonalizzazione”: più di 250 i partecipanti, tanto che è stato necessario spostarsi dalla Sala Buonarrivo in Provincia a quella del Giudizio al Museo. Ospite e relatore Andrea Gnassi. Ieri mattina a Palazzo Garampi, il sindaco ha concesso il bis. La premessa di tutto: non stiamo parlando semplicemente di mettere un paio di transenne, ma di un progetto di riqualificazione più ampio.

La viabilità. Chiudendo il Ponte di Tiberio, viene a mancare una “porta” di collegamento tra il nord e il sud della città. Perno di tutta l’operazione è lo sfondamento di via Tonale sulla Statale 16. «Dalla rotatoria prima del Marecchia a quella del Castello - ha spiegato Gnassi - ci sono 1,4 chilometri. Passando da via Tonale, Statale e via Marecchiese i chilometri diventano 2,8. Questo, poi, perchè si usa l’auto. Devono cambiare le abitudini. La vera circonvallazione della città deve essere la Statale e poi si arriva nei vari punti utilizzando le strade giuste: via Marecchiese, via Covignano, via della Fiera, via della Repubblica».

Diranno: via Tonale non è sufficiente. «Niente è sufficiente. Il 14 febbraio abbiamo contato le vetture di passaggio lungo l’asse via XX Settembre, via Tiberio e Ponte: alla fine l’80-90 per cento passa e basta, non si ferma, non fa acquisti. E’ un flusso predatorio, porta smog, decibel, incidenti».

Un altro perno del sistema è largo Vannoni. E’ prevista una rotatoria per agevolare il traffico che si indirizza in via Matteotti e quindi in via Roma. Ecco, via Roma è un’altra pedina fondamentale, per la quale sono programmati diciassette interventi di fluidificazione disseminati tra la stazione e l’anfiteatro (dove sono previste due rotatorie) e lo sfondamento di via Stoccolma.

In via Tiberio sarà introdotto il doppio senso di circolazione e tramite una rotatoria garantita la circolazione interna. L’area di sosta ampliata (da 220 a 360 posti auto) e con l’acquisizione di nuove aree (la trattativa è in corso) si potrà lasciare il Borgo attraverso via Laurana.

Tutta l’area sarà servita da piste ciclabili collegate all’anello verde. La zona più vicina al ponte è destinata alla pedonalizzazione, dotata di bike sharing e navette elettriche.

Bloccare il traffico predatorio, per Gnassi, significa anche alleggerire Castel Sismondo. Una volta ricostruito il Teatro Galli, l’intento è quello di allontanare le vetture e al posto del parcheggio creare un parco urbano.

Non solo strade. Ecco. Arriviamo al valore aggiunto di tutta l’operazione. La rotatoria di Largo Vannoni diventerà una sorta di porta di accesso al Borgo, con tanto di area verde aggregata, un giardino archeologico realizzato con una parte delle 155 pietre crollate dal monumento.

Il bacino del ponte avrà una seconda vita. «Le arcate laterali - ha ricordato il primo cittadino - sono sempre state utilizzate come vie di passaggio». Come dire: un ponte vivo, non come ora, un laghetto decorativo.

Quindi? Si pensa a una Piazza dell’acqua. Le rive accoglieranno una specie di anfiteatro, quindi spazi verdi, nuovi servizi, al centro dello specchio un palco destinato a ospitare concerti ed eventi.

Dal Ponte al Porto è un attimo. Per le banchine si progetta un utilizzo ciclo-pedonale, con passerelle di collegamento fra le due sponde. Per le nuove funzioni non c’è limite alla fantasia: zattere, ristoranti, murales, rassegne culturali.

Tempi. Il sindaco lo ha detto in anticipo: si ragiona con così tanti soggetti (dalla Soprintendenza all’Autorità di bacino) che due mesi in più sono un attimo.

Comunque. Si comincia in settembre con lo sfondamento di via Tonale (da ultimare entro l’anno). Sono già a bilancio 3,5 milioni di euro che vanno anche a finanziare gli interventi su via Roma. Da ottobre 2014 ad aprile 2015 si interviene su Largo Vannoni. Da gennaio a ottobre 2015 sul bacino e il porto canale. L’idea è di riuscire a pedonalizzare il Ponte di Tiberio nel 2015.

Il dibattito. Molti gli interventi al termine della presentazione del primo cittadino. C’è chi ha proposto un «piano del colore per le case del borgo». Chi ha sposato l’idea di un «borgo che possa diventare il primo centro commerciale naturale». Chi ha chiesto «parcheggi riservati ai residenti». In ogni caso, la discriminante è solo una. «Prima di procedere alla chiusura del ponte bisogna verificare gli interventi strutturali, come lo sfondamento di via Tonale e il reale alleggerimento del traffico sul ponte». E’ stato proposto di invertire la marcia sui Bastioni nel tratto Ponte dei Mille-Ponte di Tiberio o la creazione di un passaggio a monte del parco Marecchia.

I dubbi. La paura è sempre quella: addio auto, addio clienti. «I cambiamenti fanno paura - ha concluso Gnassi -. Ma dobbiamo cambiare tutti, non solo il nostro vicino. La crisi c’è già, molti negozi stanno chiudendo, noi interveniamo in una situazione di crisi, non è che la andiamo a creare».

C’è stato anche chi ha chiesto notizie del tunnel, vecchio progetto per portare il traffico dall’altra parte del ponte. Niente da fare: costosissimo e tecnicamente irrealizzabile, anche perchè in passato qualcuno ha esercitato il diritto a costruire, proprio allo sbocco del tunnel. Ma non sarebbe cambiato nulla. «Il traffico di passaggio l’avremmo sbattuto ancora sul castello e non è quello che vogliamo. Devono cambiare le abitudini. E’ vero che le abitudini cambiano con la moral suasion, ma a un certo punto devi mettere un rosso, a un certo punto non passi più».

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