Martedì 27 Settembre 2016 | 17:32

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ESPOSTE PAGINE DEI DIARI DEGLI SCRITTORI

E ora in mostra va la bestemmia d'artista

L'espressione, notata da alcuni visitatori, provoca imbarazzzo e indignazione: sarà rimossa

 E ora in mostra va la bestemmia d'artista

 

RIMINI. I visitatori della mostra “La scrittura disegnata”, inaugurata domenica al Musas di Santarcangelo, si sono stropicciati gli occhi più di una volta. Hanno messo a fuoco e ripetuto l’operazione per essere sicuri di non aver preso un abbaglio. Ma hanno letto bene. Quella scritta nero su bianco, anzi, nero su carta paglia, non lascia spazio a dubbi: è una bestemmia. E’ riportata sul taccuino di uno degli scrittori-espositori, Roberto Ballestracci, realizzato appunto con carta gialla da salumiere, sopra al disegno di una macchina fotografica. La singolare “opera” si trova in un’esposizione a cura di Claudio Ballestracci (il fratello) e Dacia Manto, in collaborazione con la Biennale del disegno in corso a Rimini, e rientra nel progetto “Cristallino”, con il quale la fondazione Focus ha voluto aprire Santarcangelo alle espressioni dell’arte contemporanea. Nella presentazione si parla di «una raccolta di taccuini, quaderni e piccoli libri da sfogliare in cui la scrittura e il disegno divengono traccia del processo ideativo e dell’esperienza creativa di ogni artista in modo del tutto individuale». Se in questo caso l’obiettivo era quello di stupire i visitatori, è stato centrato. «Non potevo crederci - ha raccontato un uomo presente all’inaugurazione -. In un primo momento ho pensato di essermi sbagliato e invece ho focalizzato bene e letto che sul taccuino era riportata una bestemmia a chiare lettere. Ben marcata con un pennarello nero. La cosa mi ha imbarazzato». Il visitatore ha segnalato subito la cosa, della quale gli organizzatori erano comunque consapevoli. Uno dei due curatori, Claudio Ballestracci, spiega: «Quelli in mostra sono taccuini di artisti contemporanei e certamente non posso leggere uno per uno più di ottanta diari. Ognuno sul proprio diario privato scrive quello che vuole, i propri pensieri più intimi. Bukowski ha scritto cose blasfeme che sono state pubblicate. Personalmente non mi sento di censurare chi si vuole esprimere, o peggio, strappare la pagina, ma se la cosa urta certe sensibilità posso mettere una graffetta e puntare su un altro appunto del libretto. Se abbiamo lasciato il diario aperto su quella pagina non è stato fatto certo per blasfemia e me ne assumo la responsabilità».

L’esposizione rimarrà aperta fino a domenica 15 giugno (per aprile con i seguenti orari: sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.30).

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