Domenica 25 Settembre 2016 | 17:42

UN NUOVO LAVORO NUOVO

Incidenti d'auto, un drone stana i colpevoli

Tecnico chiamato dalla Procura per ricostruire uno scontro mortale in 3D: mai successo prima

Incidenti d'auto, un drone stana i colpevoli

RIMINI. Lo chiamano dalle procure di mezza Italia per ricostruire gli incidenti stradali. E lui, armato di telecamere volanti e 30 anni di esperienza nella polizia stradale, riesce a farlo anche in versione tridimensionale. Tecnologie all’avanguardia , quelle utilizzate da Orlando Omicini, che lo hanno portato a Pesaro, dove per la prima volta stanno ricostruendo, con il supporto di un drone, un incidente mortale, quello in cui il 16 marzo ha perso la vita in scooter un 16 enne.

L’apparecchio volante, «un quadricottero», sarà in grado «di cristallizzare la realtà dall’alto proprio con una serie di immagini e filmati», spiega lui, che dà una spiegazione scientifica del suo lavoro: «Tecnicamente faccio un’aerofotogrammetria». Tradotto in parole più semplici: «Riesco a riprodurre a computer l’incidente, fornendo informazioni sulla velocità in cui viaggiavano i veicoli coinvolti, la visuale delle persone alla guida, la frenata, il punto di impatto».

Insomma, Omicini riesce a riprodurre quello che è successo nella realtà in scala e lo fa «utilizzando delle tecnologie che in Italia non hanno ancora preso piede: saremo al massimo in cinque a fare questo mestiere, in questo modo». L’utilità delle sue ricostruzioni l’hanno però capita le procure, magistrati e anche numerosi privati, che si affidano all’ex agente della stradale per capire di chi sono le colpe, chi ha sbagliato, chi ha sbandato, chi deve pagare negli incidenti su cui serve fare chiarezza. «In Germania, Svizzera e Francia, ma anche nel Nord America la tecnica del tridimensionale con il drone, dotato di telecamera molto sofisticata, ha preso piede già da tempo».

I costi per raggiungere questi livelli non sono però accessibili a tutti: «Il software che uso per elaborare le immagini riprese dall’alto può costare fino 30 mila euro». Ecco perché si tratta di «un lavoro di nicchia: non esiste una scuola di infortunistica e per fare quello che faccio servono conoscenze di fisica, meccanica, codice della strada e capacità investigative: 30 anni di polizia stradale mi hanno dato un aiuto fondamentale, ma posso assicurare che non è per niente facile».

 

 

 

 

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