Giovedì 29 Settembre 2016 | 00:12

AVVOCATESSA SFREGIATA CON L'ACIDO

Varani condannato a 20 anni di carcere

Quattordici anni a testa ai due albanesi esecutori materiali. Sentenza accolta con un applauso

Varani condannato a 20 anni di carcere

 

RIMINI. Un lungo applauso. Così i presenti in tribunale hanno accolto ieri pomeriggio la sentenza con cui il Gup di Pesaro Maurizio Di Palma ha condannato l’avvocato Luca Varani (difeso dagli avvocati Roberto Brunelli e Francesco Maisano ) a 20 anni di carcere per il tentato omicidio dell’ex fidanzata, la collega Lucia Annibali, e a 14 ciascuno Rubin Ago Talaban (avvocato Gianluca Sposito) e Altistin Precetaj, i due esecutori dell’agguato con l’acido che ha sfigurato la giovane donna. Gli albanesi hanno beneficiato di uno “sconto” di quattro anni rispetto alle richieste del Pm Monica Garulli che invece ha visto pienamente accolta la sua richiesta per Varani.

«Sono soddisfatta della sentenza» questo il commento di Lucia Annibali che nel corso di una conferenza stampa ha voluto «ringraziare i miei medici di Parma che mi hanno sempre spronata ad andare avanti». Ospedale Ducale dove ha detto di aver vissuto «il momento più bello di quest’anno quando mi sono potuta alzare dal letto con le mie gambe». Quello più brutto, invece, «è stato proprio quella sera, quando ho realizzato che l’acido mi stava corrodendo il volto e ho capito che potevo anche morire».

Il giudice Di Palma ha fissato in 800 mila euro il risarcimento per l’avvocato e 75 mila euro per ciascuno dei suoi famigliari. «Non c’è niente - ha scandito Lucia Annibali - che potrà ripagare me, la mia famiglia e le persone che mi vogliono bene».

La sentenza contro cui hanno già annunciato ricorso i legali dei tre imputati, è stata letta una manciata di minuti dopo le 18. L’avvio ritardato dell’udienza in mattinata ed i “calcoli” fatti sui tempi delle arringhe dei difensori, infatti, stavano facendo ipotizzare uno slittamento a domani.

Invece il Gup Di Palma, forte delle prove fornite dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Pesaro e della procura non ha avuto dubbi nonostante le obiezioni delle difese. In tutto 4.300 pagine e altre 700 di sole consulenze. «Un lavoro duro quello degli inquirenti - ha ammesso Francesco Coli, legale di parte civile - per un processo particolarmente difficile, perchè, in concreto, prove, confessioni, testimonianze di persone che potessero aver visto questo o quel gesto non ce ne erano».

Anche ieri a sostenere Lucia Annibali c’era un nutrito gruppo di donne dell’Udi che hanno esposto cartelli «Lucia potrei essere io» «Stop al femminicidio».

Il fatto. Lucia Annibali venne sfregiata sul pianerottolo della propria abitazione di via Rossi a Pesaro il 16 aprile di un anno fa, appartamento dove l’ex continuava a non darle pace nonostante lei avesse troncato la loro relazione molti mesi prima. Lui la notte dell’agguato aveva cercato di crearsi un alibi andando a giocare a calcetto con gli amici. A gettarle materialmente l’acido in faccia fu Rubin Ago Talaban.

Luca Varani oltre che di tentato omicidio doveva rispondere di lesioni personali gravissime e stalking.

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