Domenica 04 Dicembre 2016 | 21:18

CAPITANERIA DI PORTO

Mazzette, capitano condannato e degradato

Il militare aveva chiesto 300 euro a bagnino per "non vedere" gli abusi

 Mazzette, capitano condannato e degradato

RIMINI. E’ stato condannato a 1 anno e 8 mesi, pena sospesa, e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Non solo: in base all’articolo 33 del codice di guerra in tempo di pace gli è stato anche rimosso il grado di capitano di prima classe.

E’ il pesante verdetto emesso ieri ai danni del 40enne napoletano Raffaele Tomei, ufficiale della capitaneria di porto di Bellaria Igea Marina, che era accusato di tentata concussione. Il fatto da cui è scaturito tutto risale a prima del giugno 2009, quando il militare, in vista dei controlli alla spiaggia e agli stabilimenti balneari da parte della capitaneria, aveva prospettato alla rappresentante dei bagnini, Giorgia Valentini, la possibilità di venirsi incontro sulle irregolarità rilevate lungo l’arenile.

Un “accordo” che si sarebbe potuto concludere dietro il pagamento, da parte dei titolari degli stabilimenti, di una cifra che si sarebbe aggirata attorno ai trecento euro per ognuno degli oltre novanta bagnini potenzialmente coinvolti: in totale, si parlava di 27mila euro che avrebbero dovuto fare chiudere un occhio al capitano di prima classe.

Il denaro, infatti, avrebbe evitato, proprio alla vigilia dell’inizio della stagione balneare, delle denunce penali per gli ormeggi irregolari, le infrazioni del codice della navigazione e per gli abusi edilizi capaci di coinvolgere non solo i bagni, ma anche alcuni alberghi in prima linea.

Tomei però, quella tangente, non è mai passato a ritirarla. Il motivo? Perché nel frattempo avrebbe saputo che la Valentini, a cui questa richiesta di “accordo” non era piaciuta per niente, si era rivolta al presidente della provincia Stefano Vitali, il quale aveva informato subito dopo i carabinieri.

Da quel momento il caso era piombato sulle pagine dei giornali, con una cassa di risonanza che aveva spinto al trasferimento di Tomei da Bellaria a Pesaro. In seguito, i legali del militare, Alessandro Petrillo e Marco Ditroia, avevano ottenuto che il proprio assistito, rinviato a giudizio, fosse giudicato con rito abbreviato. E lo stesso Tomei aveva spiegato di essere vittima di una ritorsione scatenata nei suoi confronti perché, fin dal suo insediamento aveva dimostrato di non avere alcuna tolleranza nei confronti degli abusi.

Una tesi che però non ha retto. E Mauro Crociati - avvocato della Valentini che si è costituita parte civile ed è stata risarcita con 7 mila euro più le spese legali – esprime «la massima soddisfazione per l’esito processuale e per questo epilogo straordinario in questa difficilissima battaglia giudiziaria che ha portato alla verità dei fatti».

 

 

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