RIMINI

«Io da imprenditore ho perso tutto sono rinato grazie ai corsi Enaip»

La storia a lieto fine di Marco Scarpellini, 45 anni: «Ero nell’edilizia ma mi è andata male. Devo tantissimo alla Comunità Papa Giovanni: mi ha dato una seconda possibilità»

di NICOLA STRAZZACAPA

09/10/2018 - 12:10

«Io da imprenditore ho perso tutto sono rinato grazie ai corsi Enaip»

RIMINI. Nella sua vita da imprenditore a un certo punto si è spenta la luce e una serie di traversie personali lo ha visto precipitare in quei tunnel che in certi momenti possono apparire senza fondo e rischiano di ridurre la fiducia al lumicino. Lui, Marco Scarpellini, per fortuna non si è arreso, si è affidato a una comunità della zona e la sua forza di volontà è stata premiata grazie all’Enaip: la luce si è riaccesa sotto forma di un contratto che lo ha riportato nel mondo del lavoro e il futuro è nuovamente un qualcosa da poter disegnare e non subire fra mille paure. La sua è una delle tante storie a lieto fine figlie di quel rapporto fra enti di formazione e imprese del territorio che la stessa Enaip si propone di incentivare ancor più con un convegno ad hoc in programma venerdì al Cinema Teatro Tiberio ed è lo stesso 45enne di Poggio Berni a raccontarla durante la pausa pranzo su un cantiere di Morciano.

Ex imprenditore che ci prova

«Sono stato per diverso tempo in società con altri imprenditori e poi ho aperto una mia ditta individuale di coperture edili, finché purtroppo tutta una serie di situazioni personali mi ha portato a perdere il mio lavoro e non solo quello: 15 mesi fa mi sono così trovato al centro di un percorso in una comunità del territorio, la Papa Giovanni XXIII di Sant’Aquilina, e lì è iniziata la mia risalita dall’inferno» confessa Scarpellini. «A maggio, la Comunità mi ha messo in contatto con l’Enaip, dove ho fatto un corso di competenze trasversali visto che nella mia lunga esperienza lavorativa quelli sulla sicurezza e di altro tipo li avevo già fatti tutti: una volta finito superatolo, Enaip mi ha poi aiutato a trovare un’azienda e ho fatto uno stage di tre mesi alla Ubiservice Srl che si è concluso per fortuna felicemente il 10 settembre».

Il 45enne si è infatti guadagnato la conferma sul campo e può tornare a sorridere al futuro.

«Il lavoro non mi spaventa, sono uno che si adatta facilmente e sono contento di essere stato apprezzato e di essermi meritato un contratto di assunzione fino al 22 dicembre che ci permetterà di conoscerci meglio e mi fa sperare di poter poi allungarlo ancora e di inserirmi così di nuovo stabilmente nel mondo lavoro» rivela, chiosando: «Oggi come oggi posso dire che la Papa Giovanni XXIII è la mia famiglia e insieme ai responsabili della Comunità voglio ringraziare anche Paola Piccioni dell’Enaip per come mi ha seguito e per le opportunità che tutti insieme mi hanno dato. Così come mi sento di ringraziare i colleghi per come mi hanno accolto qui all’Ubiservice. E a chi si trova per qualche motivo in difficoltà come è capitato a me, dico di lottare e reagire, perché una seconda chance nella vita arriva davvero e ora lo so».

La gioia della Ubiservice Srl

A dare la seconda opportunità a Marco Scarpellini è come detto la Ubiservice srl, azienda del gruppo Ubisol specializzata in impianti fotovoltaici con sede in via dello Stambecco che ha fra i suoi titolari un omonimo dello stesso 45enne. Si tratta di Marco Polazzi ed è lui a raccontare l’altra faccia della medaglia. «Siamo nati nel 2006 vincendo il concorso “Nuove Idee Nuove Imprese” come start up per impianti fotovoltaici e, dopo essere stati a lungo in tre, da gennaio resteremo soci io e l’ingegnere Francesco Rinaldi. Quando siamo partiti c’erano già nell’aria gli incentivi del Conto Energia che ha reso questo settore quantomeno noto a tutti (all’inizio non era raro sentirsi rispondere “foto chi?”), poi di recente ci siamo allargati acquisendo una ditta di impianti idraulici e così riusciamo a fornire un servizio completo. A prendere l’appalto di una casa all’avanguardia e a fare di tutto: impianto radiante a pavimento, ventilazione meccanica controllata, il fotovoltaico, l’impianto elettrico con una minima di domotica e ultimamente anche le batterie e gli accumuli per lo stesso fotovoltaico… Il lavoro per fortuna non manca e di recente abbiamo fatto anche tutto l’impianto radiante per la nuova casa del volley, i 33 termosifoni, l’ìmpianto fotovoltaico e solare termico, il trattamento dell’aria e la pompa di calore» spiega, rivelando come anche per questo una figura come quella di Scarpellini si sia rivelata preziosa. «Abbiamo quindici dipendenti, la soglia di piccola e media impresa, e fra loro abbiamo inserito anche Marco con un contratto fino a fine anno con la promessa di andare poi ancora avanti. Già dal primo colloquio si è vista la sua grandissima voglia di fare e di riscatto e si è subito inserito benissimo con le nostre squadre elettriche grazie alle esperienze di quota e sui tetti maturate in passato. E’ un ragazzo meritevole, serio, posato ed educato e abbiamo voluto dargli questa possibilità che si è guadagnato sul campo. Prima di lui abbiamo avuto altri stage e contratti con lavoratori provenienti dai percorsi Enaip noi segnalati dai loro docenti dei progetti di recupero e dei corsi di avviamenti al lavoro e ci auguriamo tutte le ditte del territorio facciano la stessa cosa».

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