RIMINI

Rimini, ripulisce il conto dell’anziano “amico”, indagata per circonvenzione d’incapace

Tra il giugno e l’agosto del 2017, l’84enne ha versato alla donna, 60 anni, la bellezza di 115mila euro

di ENRICO CHIAVEGATTI

23/09/2018 - 08:37

Rimini, ripulisce il conto dell’anziano “amico”, indagata per circonvenzione d’incapace

RIMINI. Lui ha 84 anni e due grandi “difetti”. Il primo, è quello di essere una persona buona, ingenua, facilmente condizionabile, come stabilito da una perizia del professor Renato Ariatti. Il secondo, è quello di non dare il giusto valore al denaro. Difetti, che secondo il pubblico ministero Paola Bonetti, sarebbero stati sfruttati ad arte da una 60enne, riminese Doc, il cui nome è stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica con l’accusa di circonvenzione di incapace. Reato che si configurerebbe nei 115 mila euro che l’anziano ha trasferito sul conto della signora, con due operazioni, il 17 luglio e l’8 agosto dello scorso anno. A mettere in moto la procura, i nipoti del pensionato assistiti nella vicenda dall’avvocato Sandra Villa, che hanno presentato un esposto pochi giorni dopo il secondo bonifico, da ben 110mila euro, che l’84 enne ha eseguito accompagnato dall’amica, una settimana dopo essere stato dimesso dall’ospedale dove era stato ricoverato per un problema cerebrale. Dopo questa operazione, sul conto gli erano rimasti appena mille euro. E quando i nipoti, letto l’estratto conto, gli hanno chiesto cosa stesse facendo, perchè elargiva tutto quel denaro alla donna, ha risposto di farsi gli affari loro, perchè a lui non interessava perdere anche la casa, visto che il Comune lo avrebbe messo in un ospizio.

Il perché di tanta generosità, sarebbe da ravvisare nella presunta dichiarazione d’amore fatta dalla 60enne al pensionato. Cosa ci sia stato davvero tra i due, a parte alcune lunghe camminate, non è ancora ben chiaro. È invece emerso, che venuta a conoscenza dell’indagine, la donna avrebbe chiesto all’amico di recarsi da un avvocato scelto da lei, per scrivere una dichiarazione in cui l’uomo affermava di aver agito di sua volontà.

Con il ricevimento dell’avviso di conclusioni delle indagini, ora la signora ha 20 giorni di tempo per decidere se chiedere al pubblico ministero una proroga dell’inchiesta o attendere la richiesta di rinvio a giudizio. Quel che è certo, è che tra qualche settimana si terrà l’udienza in cui il tribunale dovrà decidere il nome dell’amministratore di sostegno da affiancare all’anziano, così come richiesto direttamente dalla procura della Repubblica. Unico accorgimento per evitare che i due “amici”, si possano reincontrare. I soldi versati, trovati tutti sul conto corrente della signora, sono stati posti sotto sequestro.

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